Sono solo un Pesce nella Rete!

Il Blog di Federico Picardi

Marinaio, in tutti i sensi

Posted on | February 2, 2008 | Comments Off

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Era il 1991 quando vidi internet per la prima volta.
Anzi, la prima volta che lo vidi al centro di calcolo del dipartimento, nemmeno avevo capito cosa era; vedevo solo che alcuni studenti più grandi “giravano” per il mondo vedendo webcam, giornali in inglese, presentazioni di aziende americane e schermate di università straniere.
Pagine scarne, essenziali, molti testi e poche foto senza nessuna grafica, nessuna impaginazione.
Testi e foto.
Testi e foto composti su lunghissime ed interminabili pagine bianche.
E ricordo che c’era pure da prenotarsi con 2 settimane di anticipo per poter utilizzare un Mac collegato ad internet.

E così sono andato avanti per un quasi un anno; ogni tanto una “navigata” al centro di calcolo, ogni tanto una rivista acquistata da amici all’estero e qualche discussione con gli amici smanettoni.
Fino a quando nel 93, imbarcato su una nave da ricerca come tecnico elettronico, ma anche informatico, elettrotecnico e pure elettricista (quando stai a bordo per un paio di mesi finisci per fare tutto ciò che serve e che sai fare, anche uno spaghettino notturno), un ricercatore norvegese mi chiese:
“Dove èla postazione per spedire email?”.
Mi lasciò un poco perplesso.
Anzi devo dire che mi mise proprio in difficoltà perché in quegli anni la sola cosa che si riusciva a fare a bordo era di telefonare via satellite alla modica cifra di 10$ al minuto. Altro che email!!

E fu così che giunto finalmente a terra, acquistai la mia prima connessione ad internet.
Una giungla di offerte :-) Video online ed Italia online. Fine!
Scelsi la seconda perché scoprii che il gruppo di folli che si era lanciato in questa avventura era a Pisa dove io studiavo (a proposito ragazzi, se leggete scrivetemi).
190.000 lire/anno per collegarsi con un modem a 9600 bps dalle 22,00 alle 6,00 della mattina dopo.
Giusto per fare un confronto oggi una ADSL “viaggia” 10.000 volte più veloce e costa un decimo.

E questo fu il mio vero e lento ingresso nella grande Rete, con una connessione tanto lenta quanto costosa, con un PC scalcagnato ed un modem preso a prestito da un amico (grazie France!).

E dopo 6 mesi, la nave oceanografica Urania, aveva a bordo un collegamento internet basato su una tecnologia fantastica:
- un radiotelefono analogico ETACS da 5 Kg delle dimensioni di una valigetta
- un’antenna di 4 metri (con la quale avevamo campo fino a qualche Km dalla costa)
- una scheda per fax
- un modem a 4800bps
ed un “rigirio” di cavi e lucine impressionante.
Ma c’era. E soprattutto funzionava.

Questo accadeva qundici anni fa: quando ancora le tariffe dei telefonini erano di 1.500 lire al minuto, quando per scaricare qualche email ci potevano volere anche 5 o 10 minuti e quando “navigare” era ancora riferito alle navi e ai marinai.
E a qualche ingegnerino navigante :-)

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