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Il Blog di Federico Picardi

Vi ricordate Terminator? A chi appartiene il nostro futuro?

Posted on | February 24, 2008 | Comments Off

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Il 2030 sarà l’anno della Singolarità tecnologica.
L’istante in cui le macchine faranno il grande salto: pensare e creare oltre la capacità umana.
Questo tema è noto da decenni a matematici e pensatori ma con l’avvento di internet, con la dimostrazione tangibile di come le reti, se lasciate libere di evolvere, mutano, cambiano e crescono, è diventato più attuale che mai.
Al Singolarity Summit del 2007, ingegneri, informatici, sociologi, economisti e ricercatori di Google, di Intel, di Microsoft, del MIT, hanno focalizzato la riflessione su 2 temi:
- di quanto anticipare la previsione
- di come tenersi amica la tecnologia nel momento in cui questo avverrà
La cosa buffa è che ormai nessuno si pone più il problema del se. Tutti concordano che accadrà .

Facciamo adesso un confronto tra una serie di indicatori che si utilizzano normalmente per stimare l’intelligenza e la sua capacità di evolversi rispettivamente per uomo e macchina.

Capacità computazionale (numero di attività eseguite ogni secondo)
- Cervello umano: 1 milione di miliardi
- Computer: 3 mila milioni di miliardi
Velocità di connessione tra neuroni e sinapsi (quanto velocemente si propagano le informazioni):
- Nel cervello umano: 540 Km/h
- Nel computer: 10 Milioni Km/h
Evoluzione:
- Cervello umano: nessuna percettibile da centinaia di migliaia di anni.
- Computer: in continua evoluzione di un ordine di grandezza (10 volte) ogni 18 mesi (Rif. legge di Moore)
Prendiamo ad esempio il numero di transistor presenti in un processore che è comunque significativo della potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale; nel anni 70 in un processore si trovavano meno di 3.000 transistor, oggi ce ne sono 300 milioni.

Già oggi lo sviluppo di software e macchine è in larga misura automatizzato e delegato ad altri software ed altre macchine ed il ciclo di invenzione, progettazione e sviluppo esclude ed escludere sempre di più l’intervento dell’uomo.
Fino al giorno x, allattimo in cui l’uomo non sarà più in grado di seguire né capire quello che le macchine stanno facendo.

E veniamo alla Rete:
il nostro cervello è chiuso in una scatola che è ormai consolidata e definita dopo milioni di anni di evoluzione.
Invece l’intelligenza artificiale non ha limiti spaziali, in continua evoluzione e già oggi, grazie alla Grande Rete, le macchine possono connettersi una all’altra per realizzare intelligenze superiori.

E come noi , anche le macchine hanno le loro esigenze: spazio, tempo, materie prime ed energia che come ben sappiamo sono ormai limitate.

Dovremmo forse preoccuparci? Bho!?!?
L’unica speranza è che quando la singolarità tecnologica si presenterà , saremo abbastanza pronti e svelti a gestirla ed a renderci amiche le macchine.
Altrimenti spazio, tempo, materia ed energia non saranno più per l’uomo.

A proposito: dopo il summit del 2007 la nuova stima per l’arrivo della singolarità scesa di quasi 15 anni.

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