Monthly Archives: January 2009

Il mio facebook 2, il giorno dopo

Prosegue il mio cazzeggio su facebook ed effettivamente dopo 2 settimane di utilizzo non spasmodico, inserendo via via qualche nome di amici o ex compagni persi di vista, sono riuscito a ricostruire qualche relazione.

Questo quindi ciò che mi è successo:

– un centinaio di amici trovati (e mai persi)
– 6 amici ritrovati (ed effettivamente persi)
– una ventina di inviti da persone che quando incontro nemmeno mi salutano ma che evidentemente hanno piacere della mia amicizia in rete
– una decina di inviti a partecipare a qualche gruppo (dal fans club di Vasco Rossi, al gruppo di quelli che vogliono fare il “gruppo di facebook più grande del mondo”)
– qualche chattata con amici che abitualmente vedo o sento per telefono

Ed infine un video su youtube che spiega come funziona facebook.

Poteva andare peggio

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Il mio Facebook

facebook

Quando ho incontrato Facebook la prima cosa che ho fatto è stata quella di registrarmi e vedere cosa fosse e come funzionasse. Ho utilizzato il mio solito nickname di prova “Rico Fede” ed ho inviato richieste di amicizia a destra e sinistra.
Con qualche problema: prima di tutto nell’area del profilo dovevo inserire per forza la “University”, e quelle disponibili erano tutte americane, e poi non conoscevo nessuno a cui chiedere amicizia.

Era il Febbraio 2005, il sito si chiamava www.thefacebook.com e me lo presentò un amico che frequentava Princeton.

Arriviamo al Gennaio 2009 e visto che ormai il fenomeno è scoppiato anche in Italia ci riprovo.
Mi registro questa volta con il mio nome, chiedo “amicizia” a qualche persona che conosco e nel giro di una settimana grazie alla potenza del “social” la mia lista di amici raggiunge quasi quota 100. La lista cresce ed io come al solito penso…

Ormai Facebook di social network riservato alle relazioni universitarie ha più ben poco e tutti sono amici di tutti.
Amici di vacanza, di lavoro, di zingarate, di scuola e spesso di “niente”.
Amici di niente, persone che passeggiando per strada nemmeno saluti ma che su facebook ti chiedono amicizia, amici di amici che nemmeno hai mai sentito nominare.
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è la corsa ad avere più “amici”; ma è interessante anche la frenesia che trovo in taluni che tengono il browser sempre aperto per vedere se hanno nuove richieste di amicizia e che “devono”  far sapere a tutti dove sono e cosa fanno in un esibisionismo che alla fine è motore della partecipazione in rete.
Si, perchè un’altra grande barriera che Facebook ha letteralmente sfondato è l’instant messaging in versione “tutti contro tutti”.
E che dire dei genitori che si iscrivono solo per farsi i “cazzetti” dei figli? o di chi naviga ore ed ore solo per vedere chi sono gli amici dei suoi amici? e cercare qualcun’altro da inserire nella propria lista?
Tutti sanno, tutti vedono e tutti scrivono. Io, i miei amici e gli amici dei miei amici.

Chissà se questa frenesia prenderà anche me?

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