Sono solo un Pesce nella Rete!

Il Blog di Federico Picardi

Euro, bit, card ed il digital divide

Posted on | April 10, 2009 | Comments Off

In questi giorni sto lavorando al progetto di una Card turistica “smaterializzata” ovvero, buttato via l’ennesimo plasticone da tenere nel portafogli, nella mia testa la nuova card è un insieme di servizi e prodotti che possono essere fruiti con il telefonino e su internet.
Audioguide, informazioni turistiche, meteo, eventi, blog e così via, fino a quando però non si inizia a parlare di bit o del vil denaro.

Forse pochi sanno che gli sms che quotidianamente utilizziamo e che stanno facendo la fortuna degli operatori telefonci sono nati in realtà con tutt’altro scopo. Erano stati infatti originariamente pensati come canale di servizio a strettissima banda ad uso degli operatori e da utilizzare per la gestione della rete cellulare.
Poi qualcuno per scherzo ha iniziato a mandare messaggini agli amici, siamo agli inizi degli anni 90, e con la liberalizzazione del mercato della telefonia, l’abbattimento delle tariffe e la vertiginosa crescita degli utenti telefonici, gli sms sono diventati a tutti gli effetti un canale di comnunicazione, caratterizzato addirittura da un proprio linguaggio ed utilizzato per i più svariati servizi; da quelli informativi, ai loghi ed alle suonerie.
Con un limite: gli sms erano, sono e resteranno un “canale di servizio a stretta banda” e quindi scordiamoci audioguide, multimedia o servizi più evoluti.

Il mondo va avanti, diciamo 10/15 anni, e le reti cellulari finalmente supportano la larga banda, la connessione veloce e quindi il fantastico mondo dei multimedia.
Ma spianata la strada della tecnologia, resta il muro delle tariffe. Non solo criptiche ma totalmente inappropriate per un utilizzo del telefonino come oggetto multimediale.

Il tempo passa e poco alla volta gli operatori decidono di puntare sul contenuto e dovendo necessariamente abbassare i costi di trasmissione,  finalmente arrivano le tariffe flat con le quali per un tot di euro al mese possiamo navigare, scaricare, sentire e vedere di tutto sul nostro telefonino.

E quindi tornando a noi, avanti tutta con la Card virtuale, forza con i video, largo alle audioguide.
Fonte: dalla Rete
Fantastico: davanti alle Mura di Lucca, sul mio telefonino, leggo la scheda descrittiva delle Mura, mi scarico ed ascolto 2 o 3 audioguide, vedo un bel filmato, con Google Maps cerco i ristoranti  e magari invio su un blog una bella foto di me davanti alle mura.
Il tutto incluso nella tariffa flat da 30 euro che io pago in bolletta.
Sì! perchè mi chiamo Federico! Ma se invece di chiamarmi Federico, Mario o Filippo mi fossi chiamato John, Hans o Pablo sarebbe stato ben diverso.
Quando infatti siamo all’estero, o uno straniero viene in Italia, le tariffe e le offerte speciali svaniscono e si trasformano in un oggetto misterioso chiamato “Tariffe di Roaming” grazie al quale navigare sul web non costa più 30 euro al mese ma 3 centesimi a byte.
Detto in questo modo probabilmente non vi dice niente; provo allora a tradurre con qualche esempio:
- una audioguida sulle Mura “pesa” 3 Mbyte. Ovvero 3 Milioni di Byte che al modico costo di 3 centesimi cadauno fanno: 3.000.000 x 0,03 = 90 euro
Facendo la stessa moltipicazione:
- un video sulle Mura (2,5Mbyte): 75 euro
- una navigata su Google Maps (1Mbyte): 30 euro
Totale 195 euro

C’è qualcosa che non torna. Secondo me anche questo è digital divide.

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