Ad ognuno il suo

Il cell mi squilla:
– Ciao Federico, allora è confermato alle 5. Ok?
– Ciao Rita; cosa è confermato? di cosa parli?
– Ci vediamo alle 5 da noi in sede. Ti homandato una email ieri, non l’hai letta?

That’s it! L’avermi mandato una email porta ormai a pensare in automatico che io l’abbia letta.
Spesso diciamo che siamo sommersi dalle informazioni, in realtà siamo anche sopraffatti dai mezzi di comunicazione:
email, skype, messanger, telefono che a sua volta è il fisso, il numero del centralino, il diretto, gli sms ed il cellulare; quando di cellulari non ne abbiamo addirittura 2.
E poi ancora Twitter o Facebook con al suo interno la lavagna, la chat, i messaggi privati e quelli pubblici.

Il fatto che i media, in questo caso intesi come strumenti di comunicazione tra le persone, stiano convergendo e si stiano evolvendo sempre di più, ci porta a dimenticare che in realtà proprio tutti uguali non sono e che quindi anche la loro utilità come strumento di relazione esiste se sono utilizzati in modo corretto.

La posta elettronica è per sua natura uno strumento di comunicazione asincrona ed il fatto che venga spesso abusata per chattare non implica che possa sostituire ad esempio il telefono nel caso di comunicazioni dell’ultimo minuto. Chi ci assicura che il nostro interlocutore viva “attaccato” all’email consultandola sempre, comunque ed ovunque.

Gli sms -Short Messages Service- sono per l’appunto “short”, 160 caratteri.
E’ odioso ed a volte inutile inviare sms a catena come se stessimo utilizzando una email, anche se il nostro telefono ce lo permette scomponendo ed inviando il messaggio in più sms. Non è detto che il destinatario abbia un telefono in grado di ricevere e ricomporre il testo.

Skype, grande strumento di comunicazione gratuita, permette di effettuare videoconferenze in modo veramente semplice.
Ottimo, ma non obblighiamo tutti a pensarla come noi, soprattutto perchè ad esempio un collega malato, in ferie o al mare per quanto gentile e disponibile sia, magari non ha nessuna voglia di farsi vedere con i bigodini in testa.

Per Facebook, Twitter ed i social media mi lancio infine con la fantasia ed un paragone:
potremmo vederli come un grande garage  -con al suo interno auto, moto, aerei, trattori, scooter, camion e biciclette- dal quale noi, ogni volta che vogliamo spostarci, possiamo scegliere un mezzo;
sarebbe poco intelligente fare una gita in trattore o trasportare i mobili di casa con uno scooter.
La stessa cosa dovrebbe valere per la comunicazione tra le persone: la prossima volta che dobbiamo comunicare con qualcuno pensiamoci un minuto e cerchiamo di scegliere il mezzo più adeguato alla nostra esigienza.

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