Category Archives: Armi di comunicazione di massa

La TV sull’iPad

E’ qualche giorno che mi sono messo a giocare con l’ipad per capire se e come fosse possibile vedere la TV sulla bella tavoletta della Apple.
Dopo aver girovagato un poco sul web, su Google e su iTunes ho trovato molte App di dubbia o nulla utilità, ma anche qualcuna niente male che vi descrivo sotto:

– Rai TV: app gratuita che permette di vedere i in diretta i canali Rai 1,2,3,5,News,Sport1, Sport2, una serie di trasmissioni e speciali on demand,
nonchè l’archivio della settimana passata per i canali 1,2,3 e 5.

– iTalian TV: app dal costo contenuto (0,79 euro) sulla quale è possibile vedere le trasmissioni in diretta di Canale 5, Italia 1, La7, Sport Italia, Eurosport e una decina
di TG News.
L’applicazione è più che basic: lista dei canali e visione degli stessi. Niente programmi, palinsesti o altro, un poco come un vecchio televisore.
Ma, a parte questo, funziona.

– SPB TV: gratuita, molto funzionale ed elabora addirittura i flussi differentemente a seconda del tipo di connessione che stiamo utilizzando (3G o WiFi).
Oltre 100 canali ma quelli in italiano sono veramente pochi (6 o 7). Richiede una registrazione per vedere alcuni canali.

– Sky Go: per gli abbonati Sky HD permette la visione di alcuni (prevalentemente sport e news) dei canali satellitari

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Facebook e gli Amici Tristi

La prima cosa che faccio quando apro Facebook è scorrere velocemente la pagina per vedere dove sono e cosa fanno i miei amici.
Alessio sta entrando in ambulatorio ma ricorda il concerto della sera prima, Silvia la partita a pallone, i colleghi di ufficio e la nipotina.
Poi c’è Giovanni che mentre carica il camion commenta una mia foto, Sara il week-end appena fatto e Mirko che tra una “socialata” e l’altra inserisce la foto della sua cagnolina.
Persone che vivono e raccontano la loro vita. Persone che oltre al lavoro hanno anche una vita.

Su FB ho poi un nutrito gruppo di amici che ha invece sempre e solo un chiodo fisso nella testa: la politica.
Assessori, Presidenti di Enti, Sindaci, Segretari di partito, Onorevoli, Ministri. La maggior parte di questi parla sempre e solo di politica. Ogni cosa che fanno ha una motivazione politica, ogni commento è un rimando ad un programma di governo, ogni discorso un comunicato stampa e visto che FaceBook è lo specchio digitale della nostra vita un poco mi spiace che le persone che ci rappresentano siano così limitate; niente musica, mai uno che vada al cinema, niente amicizie al di fuori del partito, nessun interesse, nessun hobby, niente famiglia, figli o nipotini.
Nessuno che abbia mai letto un libro non impegnato, nessuno che la domenica faccia un giro in bici, resti imbottigliato nel traffico o magari semplicemente “posti” un video preso da youtube che gli ricorda di quando era ragazzo. Politica, orazioni, veline. Sempre e solo “e io la penso così”, “e io voto cosà”, “e noi di qui”, “e voi la”. Mai un errore di battitura,
mai una lettera al posto sbagliato, mai una faccina :-)
Inumano direi. Triste forse è la parola giusta. Vite tristi di persone che si consumano all’ombra di un partito. Tutta questa dedizione che hanno è perfino imabarazzante, sicuramente li fa vivere in un’altra dimensione e probabilmente è anche sintomo del fatto che non sanno organizzarsi una vita.
Ghandi aveva una famiglia e ce lo ha raccontato più volte, il Dalai Lama descrive spesso i paesaggi che incontra sul suo cammino, perfino gli Obama riescono a raccontare di un pic-nic e del loro orto biologico.
Non credo che Obama abbia una agenda meno fitta di un nostro governante che invece non riesce a trovare tempo per fare altro.

Ops mi viene un sospetto: che questi amici “di partito” non abbiano capito cosa è e come si usa Facebook?

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Un alieno alla BIT

Era un po’ che non scrivevo, non perchè non avessi idee ma perchè sommerso dalle cose da fare.
Colgo allora l’occasione delle 2 ore in treno di rientro dalla BIT (Borsa Internazionale del Turismo) per un paio di rifelssioni sulla stessa fiera.

Sono finalmente anche io un terrestre; l’anno passato presentando i progetti ai quali stavo lavorando, tutti
attinenti al mondo della comunicazione digitale, ai social media ed al mondo delle applicazioni per telefonini, riuscivo solo ad ottenere
smorfie e occhi strizzati che esplimevano un solo pensiero: “ma da dove viene questo qui?”; “di cosa sta parlando?”; “social cosi che?”.
Quest’anno invece alla BIT era tutto “super social”, “super iPhone” con addirittura un convegno dedicato a Facebook; magra consolazione
vedere che in media siamo 1 anno indietro rispetto al mondo, ma se non altro quest’anno nessuno mi ha guardato come se fossi un alieno.

L’altra considerazione è più che altro una conferma: la metà delle persone venute al nostro stand volevano venderci qualcosa.
E se l’anno passato andavano per la maggiore la pubblicità, le stampanti ed i siti web, quest’anno le proposte erano tutte orientate al social ed alle App:
il presidio di Facebook, l’Applicazione georeferenziata e l’analisi delle conversazioni.
Ed a tutte sempre una sola monotona risposta:”ce l’ho”, “ce l’ho già”, “è già in linea”, “l’abbiamo già fatto”, “ce l’ho”, “ce l’ho” e ancora “ce l’ho già”.
Una sola cosa forse ci manca… Poter dire “ci manca” :-)
Benvenuti nel nuovo millennio dove chi si ferma è perduto.

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Scuola: noi ci siamo!

Tre flash:
– A gennaio ho finito il corso in Facoltà e meraviglia delle meraviglie ad esami conclusi un gruppo di studenti mi contatta su Facebook:
“Prof, potrebbe mica farci qualche altra ora di lezione? Avremmo bisogno di saperne di più su questo mondo” (sui New Media ndr).
– Studenti in stage al nostro stand alla Borsa del Turismo: “Certo che fate un sacco di cose ganze: ma come mai a scuola non ci dicono niente?”
– Tesista seguito da me e dai colleghi in ufficio (con tesi sul web marketing): “Lo sai che i miei compagni di corso hanno voluto una copia della mia tesi per studiarci sopra?”

E ci credo che i nostri ragazzi vivono di “Grande Fratello”: abbiamo un sistema che è incapace di stimolare e soddisfare le loro menti ma sopratutto incapace di evolvere insieme a loro.
L’unica cosa che posso dirgli è: “Noi invece ci siamo!”

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Qualche considerazione sull’analisi delle performance

Si riparte;
finite le vacanze di Natale lunedì riprendono i corsi in facoltà e così visto che un’amica mi ha chiesto una opinione in merito alle performance di un sito, colgo l’occasione per preparare la prossima lezione e mettere nero su bianco uno degli argomenti che è tra i più importanti nel mondo del web marketing: come si misurano i risultati di una attività promozionale.
Come mio solito vado per punti e partendo da esempi concreti.

A) Come si misurano gli accessi ad un sito?
Ci sono molti modi per misurare i dati relativi ad un sito e ci sono pure moltissimi parametri da tenere sott’occhio per capire se un sito funziona o meno. Vediamo come esempio, ma la considerazione è generale per tutti i parametri analizzabili, uno dei dati più richiesti: il numero di visitatori unici.
4 sono le modalità di calcolo ed analisi di questo dato:

  1. Il solo, esatto ed inconfutabile dato: questo può essere calcolato solamente dal gestore del sito che può decidere se renderlo pubblico o meno, se ingigantirlo o ridurlo ma che sicuramente è l’unico soggetto che può effettivamente avere il dato reale. Mi sento di suggerirvi Google Anlytics come sistema di analisi.
  2. Il dato certificato (da un soggetto terzo): nel caso sia necessario avere un dato ufficiale da comunicare esternamente è necessario rivolgersi ad un soggetto terzo che calcoli e certifichi la bontà dei dati che rileva. Questo è possibile, per motivi tecnici, solo ed esclusivamente con un accordo tra l’ente certificatore (fornisce un codice informatico da inserire in tutte le pagine del sito) ed il proprietario del sito (inserisce il codice dentro le pagine del sito e permette la raccolta dei dati).
    La Nielsen è uno dei soggetti più noti a livello mondiale.
  3. Confronto relativo: alcune volte può essere sufficiente o necessario fare un confronto tra più siti per capire quale sia il più performante. In questo caso sono disponibili molti servizi online (Alexa.com tra i migliori) che ottengono le statistiche dalle rilevazioni fatte su una serie di utenti campione.
    E’ un dato che ha una ottima valenza relativa (questo è più grande di quello) ma che però dal punto di vista assoluto può essere valutato solamente in termini di ordini di grandezza.
  4. L’analisi delle performance (ovvero l’utilizzo di tutte le tecniche sopra riportate): se ad esempio io fossi la FIAT e volessi stillare una classifica tra i siti più visti nel settore delle automobili dovrei effettuare il confronto tra i siti dei competitors su Alexa, riparametrizzare il tutto sulla base dei valori reali dal mio sito (che solo io conosco) ed effettuare infine una serie di correzioni sulla base dei dati forniti da un ente certificatore e relativi alle altre case automobilistiche.
    Solo in questa maniera è possibile ottenere una buona analisi comparativa.

B) Tutti i siti sono confrontabili?
Parto con un caso reale che mi ha visto coinvolto in prima persona.
La domanda era: è più visto il sito della Regione Toscana www.turismo.intoscana.it o Trip Advisor?
La risposta è: non lo so ma la domanda non ha molto senso.

Il primo, il sito della Regione, è un sito di marketing territoriale, limitato ad un contesto regionale e nato per promuovere e creare cultura su una regione.
L’altro, Tripadvisor, è un sito che opera su scala internazionale, ha come mission la pubblicazione dei commenti dei clienti che soggiornano negli alberghi e come business la vendita dei dati rilevati agli albergatori.
Difficile immaginare un confronto tra i due. Un poco come dire: è meglio un camion o un trattore? Bho!? Dipende cosa ci voglio fare.

Quindi la prima cosa da fare prima di parlare di confronti è quella di verificare l’omogenetà e la coerenza degli obiettivi, delle finalità e del target dei siti che andiamo a confrontare.

C) Come si misura una attività di Social Media Marketing?
Una redazione editoriale viene valutata spesso, oltre che per la qualità, per il numero di contenuti prodotti; un tot di editor o di giornalisti che producono un certo quantitativo di articoli ogni giorno. In un contesto editoriale quindi misuro ad esempio il fatto che ho realizzato un video e quante persone lo hanno visto.

Un gruppo che lavora nel contesto dei Social Network deve invece essere valutato per tutt’altro: in primis, per cosa ha generato il singolo contenuto che ho messo in linea.
E quindi nell’esempio del video sopra citato devo andare a calcolare quante persone lo hanno commentato, quante lo hanno rilanciato, quante lo hanno condiviso dicendo “Mi piace”, quante hanno a loro volta realizzato un video sul tema e me lo hanno inviato.
Valutare come infine le persone lo hanno commentato e chiedermi: è piaciuto? non lo è? sono arrivati suggerimenti? cosa ne dicono?
Parliamo poi di influencers, di buzz, di reputation, di sentiment; parametri qualitativi che, se opportunamente valutati ed intepretati, riescono a fornirmi la percezione in rete di qualunque cosa.
Queste sono le valutazioni da fare.

D) Come si valuta la resa di un investimento pubblicitario (ROI) online?
Il Web ha cambiato completamente le regole dell’advertising: si acquista online in trasparenza di prezzi, con meccanismi ad asta (chi più offre più ottiene) e con sistemi di simulazione ultra precisi che se “affiancati” ad una carta di credito alla quale mandare il conto passano istantaneamente dalla simulazione alla realtà.
Gli stessi motori di ricerca aiutano ad ottimizzare il ROI (Ritorno dell’Investimento) perchè, nel loro interesse, maggiore è la resa per il loro clienti, maggiore è la probabilità che chi effettua un annuncio ne faccia altri.
Questo è il motivo per cui oggi le offerte che le varie concessionarie, media agency o web agency propongono si differenziano non tanto sul numero di click che vengono garantiti quanto piuttosto sui servizi a corredo che possono essere forniti.

Infine che altro dire:
ho lasciato volutamente molte cose in sospeso e se volete approfondire lunedì prossimo mi trovate a lezione :-)
Lun 10 genn., ore 14, Campus Lucca – n.d.r.

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