Category Archives: Cos’è e come funziona…

Il valore degli utenti e le fabbriche di click

Mi sono messo in questi giorni a cercare di capire il valore che un utente ha in rete e a farne una stima sulla base dei lavori fatti, della capitalizzazione in borsa delle varie aziende e di informazioni recuperate a destra e a manca.
Ho deciso di fare io la ricerca perchè tutto quanto ho trovato in rete non mi ha fornito risultati esaurienti. In alcuni casi vengono confrontati dati di aziende rilevati in anni diversi, in altri non si tiene conto dei reali tassi di acquisizione, in altri ancora si confrontano dati disomogenei (non si mescolano le pere con le mele mi dicevano a scuola).

Quello che ne è venuto fuori è un bel foglio di calcolo e i grafici che riporto sotto evidenziano sia il valore che il costo degli utenti.
Ad esempio FB ha in questo momento una capitalizzazione di 100MLD$, ha circa 1 MLD$ di utenti e quindi il valore che viene dato agli utenti è di circa 100$. Lo stesso conto l’ho fatto per Twitter, Linkedin, MySpace e Google.

Per calcolare il costo/contatto di un utente ho invece messo insieme gli strumenti di planning che esistono per i vari ambienti digitali (Adwords, FB Ads, i tools dei network di ADS, etc…) con una serie di coefficienti correttivi ottenuti dall’analisi di decine e decine di campagne già fatte. Da questa elaborazione ho ottenuto il valore medio di costo che è possibile attribuire allo “stringere una buona relazione con un utente”.

 

Non contento, per finire il lavoro, ho cercato in rete le “fabbriche di click” e così sono riuscito a riassumere in una tabella cosa si trova sul mercato e quanto costano click, like, follower e amici. Più o meno veri, più o meno finti!

 

 

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I nuovi insight di Facebook

Mi arriva il messaggino: hai vinto in esclusiva il trial dei nuovi insight di Facebook.
Bene, visto che proprio oggi dovevo preparare una serie di report per me e per alcuni clienti accetto subito il trial e inizio a lavorare. Oddio in realtà il primo pensiero, detto alla toscana, è stato: “Boia dè che culo, proprio oggi che c’ho da fà un ballino di report mi cambiano il sistema”, ma sorvoliamo e andiamo avanti :-)

Intanto le nuove statistiche si aprono con una bella panoramica, più chiara di quella presente nella versione precedente, con un focus su “Mi piace”, “Portata” e “Coinvolgimento” seguita dalla lista degli ultimi post per ognuno dei quali vengono indicate una serie di informazioni rilevanti (tipo di post, destinatari, portata e coinvolgimento).

Per adesso i dati sono tutti riferiti all’ultima settimana ma se andiamo nell’area dedicata all’approfondimento della pagina dove è possibile trovare informazioni sui “Mi piace” (netti, provenienza, spontanei, device), la portata dei “Post” e le “Visite” quello che spicca è la scala temporale:
intanto è bloccata e selezionabile solo nel range del trimestre per la quale sono disponibili i dati (quindi mai più l’odioso messaggio “i dati relativi al periodo selezionato non sono disponibili”) ma soprattutto la gestione della finestra temporale avviene ora in forma grafica sia come intervallo di tempo che nello shift , molto più immediata e intuitiva che non i 2 calendarietti che avevmo prima (che comunque restano) e con i grafi che si aggiornano in tempo reale.
Questo effettivamente ci voleva.

 

Molto utili poi e soprattutto chiari anche i grafici relativi alle visite e al tipo di contenuto visualizzato.

In realtà tutte queste informazioni erano già disponibili ma la loro fruibilità era veramente minima e, a meno di non utilizzare qualche servizio di reporting online, FB ci obbligava a scaricare il file dei dati grezzi, importarlo in un excel e costruire a questo punto tutti i grafici. Chi lo ha fatto sa che sto parlando di un excel con decine di fogli interni ognuno dei quali sviluppato su decine di campi. Piuttosto noioso da trattare.

Bene, andiamo avanti: troviamo nella panoramica l’accesso all’area dedicata agli utenti con qualche informazione sui demografics e, anche qui molto utile, una serie di dati di confronto tra i fans, gli altri utenti (non fans) che hanno visitato la nostra pagine e gli utenti FB in generale.
Interessante e immediata infine la statistica sulle tipologie di contenuto più viste (post, foto e link).

Dunque promosso FB a pieni voti per aver reso più agevole la consultazione degli insight che ci permetterà di abbandonare presto i “tabelloni” di excel o i servizi di reporting a pagamento.

E se poi avessero dato una sistematina anche ai dati che ci sono dietro (e tra picchi, buchi e incongruenze chi ogni mese li legge ed analizza come me sa di cosa parlo) avremmo fatto bingo!

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Google Fiber: 1.000.000.000 di bit ogni secondo.

Come ogni tanto faccio, mi sono messo in questi giorni a confrontare i servizi di connessione che i grandi operatori di telecomunicazioni internazionali offrono nei vari paesi.
Entrando nel mercato americano ho notato per la prima volta Google Fiber, progetto di Big G che ha lo scopo di cablare in fibra una serie di città.
Troppe e troppo caotiche per essere qui raccontate le riflessioni che rimbalzano nella mia mente dopo aver letto la loro offerta.

Lascio quindi a ognuno di voi la propria riflessione e vi rimando alla pagina ufficiale del progetto ricordando solamente che una connessione a banda larga “all’italiana” (larga ma lenta, tra i 7 e i 20Mb) da noi costa tra i 40 e i 100 euro al mese, con Google Fiber lo stesso servizio è gratuito e per la stessa italiana cifra (70/mese) viene invece fornita una velocità di connessione a 1Gb (1.000Mb).

Beneficenza?
Certo che no. Solo business: la rete “a gratisse” (come diciamo in Toscana) e i servizi a pagamento.

https://fiber.google.com

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Facebook Social Graph Search Engine

In questi giorni una delle notizie maggiormente evidenti in rete è il nuovo motore di ricerca, ovviamente interno, che Facebook ha rilasciato.
Per il momento è solamente disponibile nella versione inglese e ho avuto modo di provarlo entrando su FB con il profilo di un amico che vive negli States.
Il motore si chiama FB Social Graph Search e prende il nome dal concetto di “Social Graph” che sta ad indicare una mappatura grafica delle relazioni che intercorrono tra soggetti o persone. Definizione matematica molto tecnica che esiste da ben prima che l’amico Zukky perfino nascesse.
Il nuovo motore quindi altro non è che uno strumento che permette di fare ricerche all’interno della nostra rete di relazioni (amici) indicando quando, dove e come i risultati devono essere individuati.
L’altra caratteristica che a molti è sfuggita è che invece di lavorare in modalità a “keyword” ossia a parole chiave, il FB Search ci permette di fare interrogazioni utilizzando frasi di senso compiuto che il sistema interpreta per fornirci poi i risultati. Quindi un’altro bel passo in avanti utilizzando tecnologie ormai molto note ma ancora poco utilizzate se non a livello sperimentale.
Vi lascio con un paio di video: quello di FB ufficiale di presentazione e un altro realizzato da Forbes.

 

Video ufficiale FB

 

Qualche valutazione su Forbes

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Online Reputation: vediamo come si calcola

Reputation, reputation, che ossessione.
Ricordo che quando ormai 4 o 5 anni fa vidi il primo tool per la misurazione della reputazione rimasi senza parole.
Un tool americano che, lavorando su un progetto di promozione turistica della Regione Toscana, ci permise di recuperare e analizzare qualcosa come mezzo milione di mentions (frasi) in un periodo di 2 anni.

Hop! Saltino in avanti e arriviamo al 2012 (quasi 2013 ricordando “Non ci resta che piangere”), durante i quali in Italia e nel mondo sono stati sviluppati alcuni sistemi per il monitoraggio e l’analisi del sentiment e della reputation.
Negli ultimi mesi, cogliendo l’occasione di una serie di progetti per alcune importanti aziende con un forte orientamento all’internazionalizzazione, e quindi non bastandomi più una analisi nelle sole lingue italiane ed inglese ho nuovamente approfondito il tema arrivando a fare un benchmark su oltre 40 applicazioni per la rilevazione della online reputation.

Stillare una classifica sarebbe molto antipatico, anche perchè la mia azienda sviluppa al suo interno un proprio sistema, e quindi mi limito solo a qualche considerazione di carattere generale.
Il panorama italiano è presidiato; pochi tool ma che funzionano tutti più o meno mediamente bene e sicuramente sulla lingua italiana meglio di qualunque altro sistema “straniero”.
I sistemi sviluppati negli States o in Nord Europa ci surclassano invece sulla numerosità delle lingue ulteriori all’inglese e sulla capacità di recuperare informazioni (ho provato un sistema che, su brand molto famoso, in una notte di lavoro ha recuperato +40 Milioni di mentions in 15 lingue).

Gli aspetti che sono andato a valutare sono sostanzialmente 3.

Il primo aspetto è legato alla capacità di recuperare informazioni (numero di siti, lingue, tempo di acquisizione, keyword, frequenza di indicizzazione).
Alcuni tools hanno un set finito di siti sui quali fanno analisi, altri permettono di inserirne a piacimento, altri ancora si appoggiano a Google o Bing per avere un set potenzialmente infinito di siti da indicizzare. Alcuni indicizzano e generano risultati di ottima qualità ma sul lungo periodo, altri sono invece in grado di recuperare, prova fatta da me, oltre 1 Milione di mention in 1 ora di lavoro. E infine le keyword: in qualche caso si cerca una Keyword o la keyword e i suoi sinonimi, in altri la keyword e la sua vicinanza semantica, in altri casi i contratti prevedono una assoluta libertà di cercare cosa si vuole, quando si vuole.

Dobbiamo poi valutare in secondo luogo la tecnologia con la quale si individuano le mentions e il modo in cui queste si analizzano.
Le modalità sono sostanzialmente 4: a keyword, semantiche, di interpolazione e infine miste che utilizzano in pesi differenti le prime 3. Non me ne vogliano gli altri ma qui, chi ha alla base tecnologie semantiche, meglio se adattive e ad apprendimento, stacca i competitors. Anche se in verità, alcuni tools che lavorano su 5, 10 o più lingue, riescono ad avere buoni risultati in tecnica mista, risparmiando gli onerosi investimenti del mondo semantico.

Ultimo aspetto che ho infine considerato la reportistica sulla quale si apre un mondo: report fissi, report dinamici, ad uso del cliente finale, ad uso della media agency, on demand, periodici… Infinite opzioni.

Bene, detto tutto ciò quale è il sistema migliore?
Impossibile dirlo in assoluto; ogni progetto è storia a se e quindi caso per caso è necessaria una valutazione anche in termini di costi/benefici su quale sia la miglior soluzione da adottare.

Infine una curiosità.
Il benchmark che ho effettuato non si è basato sulle schede dei prodotti, peraltro quasi sempre introvabili o gelosamente custodite dai vendors, quanto sul fatto che ho avuto a disposizione per un paio di mesi gli account dei vari tools. Ho quindi potuto fare numerosi test su nostri clienti, su brand famosi e, in maniera incrociata, ho a sua volta analizzato la reputation di tutti questi tool.
Bene, la reputation di un “Reputometro” (termine coniato e registrato durante una delle nostre riunioni interne che mi ricorda molto Alberto Sordi e il Prof. Guido Tersilli) calcolata con i vari tool è sempre stata molto simile. Ovvero i vari sistemi generano valutazioni mediamente coerenti.
E questo vuol dire che, detto alla toscana, o ci “pigliano tutti” oppure, in egual misura, ci “pigliano tutti per i fondelli”.

 

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