Google Fiber: 1.000.000.000 di bit ogni secondo.

Come ogni tanto faccio, mi sono messo in questi giorni a confrontare i servizi di connessione che i grandi operatori di telecomunicazioni internazionali offrono nei vari paesi.
Entrando nel mercato americano ho notato per la prima volta Google Fiber, progetto di Big G che ha lo scopo di cablare in fibra una serie di città.
Troppe e troppo caotiche per essere qui raccontate le riflessioni che rimbalzano nella mia mente dopo aver letto la loro offerta.

Lascio quindi a ognuno di voi la propria riflessione e vi rimando alla pagina ufficiale del progetto ricordando solamente che una connessione a banda larga “all’italiana” (larga ma lenta, tra i 7 e i 20Mb) da noi costa tra i 40 e i 100 euro al mese, con Google Fiber lo stesso servizio è gratuito e per la stessa italiana cifra (70/mese) viene invece fornita una velocità di connessione a 1Gb (1.000Mb).

Beneficenza?
Certo che no. Solo business: la rete “a gratisse” (come diciamo in Toscana) e i servizi a pagamento.

https://fiber.google.com

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Facebook Social Graph Search Engine

In questi giorni una delle notizie maggiormente evidenti in rete è il nuovo motore di ricerca, ovviamente interno, che Facebook ha rilasciato.
Per il momento è solamente disponibile nella versione inglese e ho avuto modo di provarlo entrando su FB con il profilo di un amico che vive negli States.
Il motore si chiama FB Social Graph Search e prende il nome dal concetto di “Social Graph” che sta ad indicare una mappatura grafica delle relazioni che intercorrono tra soggetti o persone. Definizione matematica molto tecnica che esiste da ben prima che l’amico Zukky perfino nascesse.
Il nuovo motore quindi altro non è che uno strumento che permette di fare ricerche all’interno della nostra rete di relazioni (amici) indicando quando, dove e come i risultati devono essere individuati.
L’altra caratteristica che a molti è sfuggita è che invece di lavorare in modalità a “keyword” ossia a parole chiave, il FB Search ci permette di fare interrogazioni utilizzando frasi di senso compiuto che il sistema interpreta per fornirci poi i risultati. Quindi un’altro bel passo in avanti utilizzando tecnologie ormai molto note ma ancora poco utilizzate se non a livello sperimentale.
Vi lascio con un paio di video: quello di FB ufficiale di presentazione e un altro realizzato da Forbes.

 

Video ufficiale FB

 

Qualche valutazione su Forbes

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Online Reputation: vediamo come si calcola

Reputation, reputation, che ossessione.
Ricordo che quando ormai 4 o 5 anni fa vidi il primo tool per la misurazione della reputazione rimasi senza parole.
Un tool americano che, lavorando su un progetto di promozione turistica della Regione Toscana, ci permise di recuperare e analizzare qualcosa come mezzo milione di mentions (frasi) in un periodo di 2 anni.

Hop! Saltino in avanti e arriviamo al 2012 (quasi 2013 ricordando “Non ci resta che piangere”), durante i quali in Italia e nel mondo sono stati sviluppati alcuni sistemi per il monitoraggio e l’analisi del sentiment e della reputation.
Negli ultimi mesi, cogliendo l’occasione di una serie di progetti per alcune importanti aziende con un forte orientamento all’internazionalizzazione, e quindi non bastandomi più una analisi nelle sole lingue italiane ed inglese ho nuovamente approfondito il tema arrivando a fare un benchmark su oltre 40 applicazioni per la rilevazione della online reputation.

Stillare una classifica sarebbe molto antipatico, anche perchè la mia azienda sviluppa al suo interno un proprio sistema, e quindi mi limito solo a qualche considerazione di carattere generale.
Il panorama italiano è presidiato; pochi tool ma che funzionano tutti più o meno mediamente bene e sicuramente sulla lingua italiana meglio di qualunque altro sistema “straniero”.
I sistemi sviluppati negli States o in Nord Europa ci surclassano invece sulla numerosità delle lingue ulteriori all’inglese e sulla capacità di recuperare informazioni (ho provato un sistema che, su brand molto famoso, in una notte di lavoro ha recuperato +40 Milioni di mentions in 15 lingue).

Gli aspetti che sono andato a valutare sono sostanzialmente 3.

Il primo aspetto è legato alla capacità di recuperare informazioni (numero di siti, lingue, tempo di acquisizione, keyword, frequenza di indicizzazione).
Alcuni tools hanno un set finito di siti sui quali fanno analisi, altri permettono di inserirne a piacimento, altri ancora si appoggiano a Google o Bing per avere un set potenzialmente infinito di siti da indicizzare. Alcuni indicizzano e generano risultati di ottima qualità ma sul lungo periodo, altri sono invece in grado di recuperare, prova fatta da me, oltre 1 Milione di mention in 1 ora di lavoro. E infine le keyword: in qualche caso si cerca una Keyword o la keyword e i suoi sinonimi, in altri la keyword e la sua vicinanza semantica, in altri casi i contratti prevedono una assoluta libertà di cercare cosa si vuole, quando si vuole.

Dobbiamo poi valutare in secondo luogo la tecnologia con la quale si individuano le mentions e il modo in cui queste si analizzano.
Le modalità sono sostanzialmente 4: a keyword, semantiche, di interpolazione e infine miste che utilizzano in pesi differenti le prime 3. Non me ne vogliano gli altri ma qui, chi ha alla base tecnologie semantiche, meglio se adattive e ad apprendimento, stacca i competitors. Anche se in verità, alcuni tools che lavorano su 5, 10 o più lingue, riescono ad avere buoni risultati in tecnica mista, risparmiando gli onerosi investimenti del mondo semantico.

Ultimo aspetto che ho infine considerato la reportistica sulla quale si apre un mondo: report fissi, report dinamici, ad uso del cliente finale, ad uso della media agency, on demand, periodici… Infinite opzioni.

Bene, detto tutto ciò quale è il sistema migliore?
Impossibile dirlo in assoluto; ogni progetto è storia a se e quindi caso per caso è necessaria una valutazione anche in termini di costi/benefici su quale sia la miglior soluzione da adottare.

Infine una curiosità.
Il benchmark che ho effettuato non si è basato sulle schede dei prodotti, peraltro quasi sempre introvabili o gelosamente custodite dai vendors, quanto sul fatto che ho avuto a disposizione per un paio di mesi gli account dei vari tools. Ho quindi potuto fare numerosi test su nostri clienti, su brand famosi e, in maniera incrociata, ho a sua volta analizzato la reputation di tutti questi tool.
Bene, la reputation di un “Reputometro” (termine coniato e registrato durante una delle nostre riunioni interne che mi ricorda molto Alberto Sordi e il Prof. Guido Tersilli) calcolata con i vari tool è sempre stata molto simile. Ovvero i vari sistemi generano valutazioni mediamente coerenti.
E questo vuol dire che, detto alla toscana, o ci “pigliano tutti” oppure, in egual misura, ci “pigliano tutti per i fondelli”.

 

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Nuove features su Groupon

Mi è capitato giovedì  scorso di partecipare a un incontro organizzato da Groupon per gli operatori della zona di Firenze le cui finalità, oltre a raccogliere i feedback dei merchants, erano quelle di presentare le novità che sono state introdotte sul pannello di controllo lato venditore.
Visto che cercando su Google “nuove funzionalità groupon” ( e/o similari) non si trova niente sull’argomento, vi anticipo qua sotto le features che mi sono rimaste in mente, magari a qualcuno può far comodo conoscerle.

Intanto partiamo dall’inserimento nel pannello di controllo dello stream dei commenti che sono adesso visibili, mentre non ricordo se già ora c’è anche la possibilità di rispondere.

E’ poi stato attivato un sistema di booking interno per la gestione delle prenotazioni.
Per i ristoranti viene utilizzato MyTable (portale di prenotazione per ristoranti) mentre per il resto dei merchant è presente un booking engine sviluppato da Groupon.

Da Ottobre, se non sbaglio, sarà possibile specificare meglio, con maggior spazio a disposizione ed evidenza i “Terms and Conditions” da mostrare agli utenti e sempre rispetto a cosa presentare agli utenti sono state apportate altre modifiche:

  • sono state introdotte 2 nuove tipologie di offerte (la cui gestione è demandata a Groupon) che allungano i tempi di durata dell’offerta stessa che a questo punto viene presentata  nel breve, nel medio e nel lungo termine periodo;
  • è stato attivato un nuovo sistema di localizzazione anche intra-città per poter effettuare un targetting sempre più mirato;
  • il mailing agli iscritti sarà effettuato in forma clasterizzata inviando le email sulla base degli interessi degli utenti e non a pioggia su tutti

Mi sembra  che più o meno sia tutto.
E se magari mi fossi portato a casa gli appunti che ho preso giovedì, sicuramente non mi sarei dimenticato qualcosa :-)

 

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La nostra storia su Facebook

Come tutti possiamo ben immaginare FB archivia tutti i nostri dati per utilizzarli in svariati modi.
Ma se volessimo noi stessi fare il backup di tutta la nostra storia su FB? Cosa riusciremmo a recuperare?

FB permette dal pannello di gestione dell’account (link “Scarica una copia dei tuoi dati”) di fare il backup di tutti i dati del nostro account.
Ci sono 2 tipi di back up:

  1. “semplice” che comprende:- Le informazioni del profilo (informazioni di contatto, gli interessi e i gruppi)
    – I post sul diario e i contenuti pubblicati sul tuo profilo (diario) da te e i tuoi amici
    – Le foto e i video che hai caricato sul tuo account
    – La lista dei tuoi amici
    – Le note che hai creato
    – Gli eventi a cui hai risposto
    – I tuoi messaggi inviati e ricevuti
    – I commenti fatti da te e dai tuoi amici sui post in bacheca (diario), le foto e altri contenuti presenti nel tuo profilo (diario)
  2. “avanzato” che include:
    – Indirizzi IP: tutti gli indirizzi IP che FB ha registrato sia in ingresso che in uscita
    – Informazioni di accesso
    – Richieste di amicizia in sospeso: le richieste di amicizia che hai inviato e ricevuto e che non sono state accettate o sono state rifiutate
    – Le date in cui il tuo account è stato riattivato, disattivato, disabilitato o eliminato
    – Informazioni sugli eventi di altri che hai accettato, rifiutato e a cui hai risposto “Forse”
    – La tua città attuale e città di nascita,i nomi dei membri della tua famiglia che hai indicato nel tuo account e le informazioni sulle relazioni (nome e stato)
    – un elenco delle lingue che hai aggiunto al tuo profilo
    – la storia delle modifiche che hai apportato al nome sul tuo account

Direi quindi che c’è tutto.
Ma guarda quanto è “buono” Facebook che ci rende la nostra vita.

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