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Nuovi lavori e nuove professioni: quelle borderline

Pubblico qui l’Ignite che ho presentato ad Arezzo sui nuovi lavori e le nuove professionalità legate al mondo della rete.

Disclaimer:
– questa presentazione non è una incitazione ma solamente una analisi dei fatti
– alcune delle attività presentate NON sono legali in Italia
– tutte le immagini sono state scaricate dalla rete
– ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale

Presentazione in PDF: Nuovi lavori e nuove professioni

E’ proprio il caso di dire… buon lavoro!

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Ad ognuno il suo

Il cell mi squilla:
– Ciao Federico, allora è confermato alle 5. Ok?
– Ciao Rita; cosa è confermato? di cosa parli?
– Ci vediamo alle 5 da noi in sede. Ti homandato una email ieri, non l’hai letta?

That’s it! L’avermi mandato una email porta ormai a pensare in automatico che io l’abbia letta.
Spesso diciamo che siamo sommersi dalle informazioni, in realtà siamo anche sopraffatti dai mezzi di comunicazione:
email, skype, messanger, telefono che a sua volta è il fisso, il numero del centralino, il diretto, gli sms ed il cellulare; quando di cellulari non ne abbiamo addirittura 2.
E poi ancora Twitter o Facebook con al suo interno la lavagna, la chat, i messaggi privati e quelli pubblici.

Il fatto che i media, in questo caso intesi come strumenti di comunicazione tra le persone, stiano convergendo e si stiano evolvendo sempre di più, ci porta a dimenticare che in realtà proprio tutti uguali non sono e che quindi anche la loro utilità come strumento di relazione esiste se sono utilizzati in modo corretto.

La posta elettronica è per sua natura uno strumento di comunicazione asincrona ed il fatto che venga spesso abusata per chattare non implica che possa sostituire ad esempio il telefono nel caso di comunicazioni dell’ultimo minuto. Chi ci assicura che il nostro interlocutore viva “attaccato” all’email consultandola sempre, comunque ed ovunque.

Gli sms -Short Messages Service- sono per l’appunto “short”, 160 caratteri.
E’ odioso ed a volte inutile inviare sms a catena come se stessimo utilizzando una email, anche se il nostro telefono ce lo permette scomponendo ed inviando il messaggio in più sms. Non è detto che il destinatario abbia un telefono in grado di ricevere e ricomporre il testo.

Skype, grande strumento di comunicazione gratuita, permette di effettuare videoconferenze in modo veramente semplice.
Ottimo, ma non obblighiamo tutti a pensarla come noi, soprattutto perchè ad esempio un collega malato, in ferie o al mare per quanto gentile e disponibile sia, magari non ha nessuna voglia di farsi vedere con i bigodini in testa.

Per Facebook, Twitter ed i social media mi lancio infine con la fantasia ed un paragone:
potremmo vederli come un grande garage  -con al suo interno auto, moto, aerei, trattori, scooter, camion e biciclette- dal quale noi, ogni volta che vogliamo spostarci, possiamo scegliere un mezzo;
sarebbe poco intelligente fare una gita in trattore o trasportare i mobili di casa con uno scooter.
La stessa cosa dovrebbe valere per la comunicazione tra le persone: la prossima volta che dobbiamo comunicare con qualcuno pensiamoci un minuto e cerchiamo di scegliere il mezzo più adeguato alla nostra esigienza.

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Amore, bugie, incontri e videochat

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Quanto, come e su quali argomenti mentono i milioni di cuori solitari che ogni giorno cercano sul web la propria anima gemella. O solo un’avventura per cybersingle

Sono circa 4 milioni gli italiani che frequentano le chat alla ricerca di incontri più o meno romantici.
Ma quanto sono affidabili e verosimili le informazioni che troviamo sui profili dei chattatori?

Sul web le persona barano spudoratamente. Mentono sull’aspetto, sulla professione, sullo stato civile. Ci sono addirittura siti che raccolgono le lamentele di chi è rimasto fregato da un incontro inaspettato.
E se nel corteggiamento vis a vis, è normale raccontare qualche balla, il web offre opportunità uniche: il 20% dei navigatori ammette di mentire spudoratamente e se estendiamo il concetto ad un aggiustare la verità , la percentuale sale al 90%. Cioè tutti.

Gli uomini mentono sulla posizione sociale, sul lavoro, sul reddito, sull’altezza e sullo stato civile (tutti nubili!!!) mentre le donne ritoccano maggiormente l’aspetto fisico; un poco più alte, un poco più magre, qualche anno di meno e qualche misura di reggiseno in più.
Ma perché tante bugie?
Probabilmente perché la comunicazione online è disibinitoria per sua stessa natura, non ha regole o freni sociali e porta gli utenti ad esprimere la prima cosa che gli passa in mente e che probabilmente rappresenta un desiderata, un vorrei.
Mancano poi tutta la parte emotiva, le espressioni del viso, il linguaggio del corpo, il tono della voce ed i modi.
Poi ci sono invece considerazioni molto più pratiche: un uomo che guadagna bene ottiene più relazioni di un uomo che ha uno stipendio basso.
Così come pure una ostentata taglia 42 con 3a di reggiseno di 25 anni interessa molto di più di una 40enne, taglia 50.
Nessuna me ne voglia. Sto solo citando dati statistici :- )

Ma allora se tutti mentono perché i siti di chat e di incontri online spopolano? E perché gli stessi siti si vantano dell’incredibile numero di iscritti e dei feedback positivi che hanno dai loro iscritti.
Semplice, per la legge dei grandi numeri.
Una volta iscritto, compilato il proprio profilo (che è sempre più simile ad un colloquio con uno psicologo) e spiegato come è la persona che stiamo cercando, il sistema di matching risponde proponendo centinaia di nominativi di persone che non solo rappresentano il nostro ideale, ma per le quali noi con il nostro profilo rappresentiamo la loro metàà ideale.
E siccome gli iscritti sono decine di milioni, ecco apparire quattro-cinque-seicento potenziali anime gemelle con le quali iniziare a chattare giorno dopo giorno fino al fatidico “ci incontriamo”?
Decine di chat al giorno con persone differenti, parlando, ops pardon, mentendo sulle più diverse cose.
E tutti, uomini e donne indistintamente, ci sentiamo gratificati dal sapere che ci sono così tante persone che sono interessate a noi e che ognuno di noi ha così tanti potenziali incontri a disposizione.
In pratica una follia.

Girando in rete per approfondire l’argomento, grazie anche a questa domenica piovosa che stimola la navigazione, ho trovato pure un Decalogo per i cybersingle, un Esperto di relazioni che vi preparerà un profilo irresistibile da inserire in rete (guarda caso a pagamento), un paio di siti We hate matching site (noi odiamo i siti di incontri) ed ovviamente la solita sfilza di siti dove, inutile a dirsi, la ragazza giusta la si trova sempre.
Basta pagare!

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