Tag Archives: internet

Scuola: noi ci siamo!

Tre flash:
– A gennaio ho finito il corso in Facoltà e meraviglia delle meraviglie ad esami conclusi un gruppo di studenti mi contatta su Facebook:
“Prof, potrebbe mica farci qualche altra ora di lezione? Avremmo bisogno di saperne di più su questo mondo” (sui New Media ndr).
– Studenti in stage al nostro stand alla Borsa del Turismo: “Certo che fate un sacco di cose ganze: ma come mai a scuola non ci dicono niente?”
– Tesista seguito da me e dai colleghi in ufficio (con tesi sul web marketing): “Lo sai che i miei compagni di corso hanno voluto una copia della mia tesi per studiarci sopra?”

E ci credo che i nostri ragazzi vivono di “Grande Fratello”: abbiamo un sistema che è incapace di stimolare e soddisfare le loro menti ma sopratutto incapace di evolvere insieme a loro.
L’unica cosa che posso dirgli è: “Noi invece ci siamo!”

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La Banda Obesa

Arriva il tam tam e leggo:

“Il Governo blocca i finanziamenti per la banda larga promessi da Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo con Delega alle Comunicazioni, l’estate scorsa. Questi fondi, che ammontavano a 800 milioni di euro, erano stati più volte tirati in ballo come strumento essenziale per lo sviluppo infrastrutturale del paese” (da “Il Messaggero”)

e così mentre nel resto del mondo si è capito che la Rete serve, in Italia continuiamo a vivere con il lumicino considerando la “Banda Larga” non “larga” ma “obesa” e da rifuggere.

Ma sarà forse mica che un popolo di persone sveglie e con una finestra sul mondo fa poco comodo ai nostri governanti?

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…e io mi snervo!!!

Strano rapporto quello con il mondo pubblico il mio: lo amo e lo odio.
Bhe, lo amo perchè mi da un lavoro, qualche soddisfazione e mi mette a disposizione un patrimonio (la Toscana) che nessun altro potrebbe nemmeno solo  immaginare.
Lo odio, non tanto per le cose che non vanno, ma perchè non riesco a vedere la fine del tunnel e perchè mi rendo conto che quasi nessuno ha ancora messo a fuoco uno dei pilastri base del web: chi costruisce va avanti, chi distrugge o “fa i giochini” muore.

Sono nel settore pubblico da poco più di un paio di anni, e ovunque mi giri vedo quasi sempre lo stesso scenario: per l’ignoranza (in senso letterale) o il tornaconto (nel senso di stronzo) di pochi, si affossano idee e progetti che potrebbero poco alla volta fare la differenza.

Molte le persone appassionate che credono nel loro lavoro, in quello che fanno e per le quali il “pubblico” è un bene prezioso.
Molte però anche le volpi:
– consulenti e società che, detto alla Toscana, rivogano bottino ad amministratori che per formazione e cultura non riescono nemmeno lontanamente a percepire la fregatura che stanno prendendo
– martiri che si immolano per il nostro bene con le famose frasi “Io vi blocco tutto. Però lo faccio per voi e per il vostro bene…”
– professori che all’ennesima riunione se ne escono con verità assolute (  saranno forse banalità sconcertanti?  O magari cose già dette… e ridette… e ridette… e ridette…)
– illuminati, che di fronte alle banalità sconcertanti spalancano gli occhi e sospirano come se avessero capito l’alfa e l’omega
– grandi manager per i quali gli obiettivi e i risultati di un progetto sono un optional postumo alle procedure
– amici per i quali il costo di una fornitura… coincide sempre con il budget a disposizione; anzi: “costerebbe un poco di più ma visto che siamo tra amici…”
– integralisti che quando si parla di Rete difendono il principio del “ah si… queste sono ‘cose’ da tecnici… poi si parleranno tra informatici”
– oratori che chiacchiere… chiacchiere… chiacchiere e distintivo.

Ed io mi snervo, perchè con le risorse che una Regione ha a disposizione, potremmo veramente fare la differenza.

Fonte: www.federicopicardi.it

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E’un diritto perchè…

Leggo distratto e sorvolo… poi ci penso per qualche giorno ed infine realizzo:
la Finlandia ha reso l’accesso ad internet e larga banda un diritto da “portare” su un territorio poco più grande dell’Italia ma con una popolazione estremamente diffusa (circa 6 milioni di persone).

Gli obiettivi dichiarati della legge sono tanti, come tanti sono gli articoli sul tema che ho letto sui giornali; lunghi, divaganti, banali, anche fuorvianti.
Non uno che abbia riportato le parole del ministro dei trasporti e della comunicazione finlandese che rappresentano, anche nei modi, l’internet-pensiero del perchè la rete debba essere un diritto: “… perchè serve!”.

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Il PC e il frullatore

A settembre ho traslocato… e non mi sono ancora ripreso!
Ho lasciato Firenze, dove comunque torno tutte le mattine a lavorare, per un piccolo paesino di campagna perchè alla fine l’aria di paese, vivendo comunque la quotidianitò della città, mi piace.

Un paio di giorni con 2 amici ad inscatolare, un camion “pieno zipillo” e quando poi in casa nuova inizio a spacchettare arriva finalmente lo scatolone “elettrodomestici – cucina”.  Apro ed il primo che sbuca fuori è un notebook.

Curioso, ma nella fretta dell’impacchettamento, senza troppo riflettere ed inconsciamente, ho fatto la scelta giusta: il computer è ormai un elettrodomestico.
Lo tengo in cucina vicino alla TV, lo utilizzo per chiamare (e vedere) amici e parenti con Skype, per trovare una ricetta o un tempo di cottura all’ultimo minuto.
I programmi della TV alla fine, mica li leggo sul giornale che quasi mai acquisto, li cerco sui siti di Sky, Rai e Mediaset, come pure le recensioni dei film.
E cosa dire dell’estratto conto in banca: è online! come è online l’elenco telefonico e sono online le foto che scambio con mio fratello che abita a Londra.
Non ho più nemmeno lo stereo in tinello perchè con  iTunes e un bell’hard disk  ho tutta la musica che voglio; i miei mp3 e qualche centinaio di web radio di tutti i generi, da tutto il mondo. Bhe alla fine mica ho più nemmeno il lettore DVD, ho semplicemente collegato il PC alla televisione.
E niente più quadernoni per la contabilità familiare; si fa tutto con Excel.

E pensando ai figli degli amici che a 3 anni accendono la TV, a 5 telefonano e a 7 navigano su internet mi chiedo come mai a me è servito un trasloco per prendere coscienza che ormai un PC e un frullatore sono più o meno la stessa cosa.

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