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Quando si dice che gli ingegneri sono effettivamente troppi

Generalmente quando lavoro sulle DEM per la parte di indirizzario (orribile termine che però rende molto bene il concetto), utilizzo liste fornite direttamente dai clienti che le hanno popolate nel tempo e con l’autorizzazione degli utenti oppure, molto più raramente, con liste di utenti “profilati” acquistate da agenzie di marketing.

Capita adesso che un cliente ci chiede di fare un mailing verso un target molto particolare: gli ingegneri civili di Berlino e, non avendo a disposizione internamente tali indirizzi contatto un paio di agenzie specializzate e ricevo le loro proposte. Tra queste ne spicca una che mi dice avere in indirizzario su Berlino (e sottolinea nella sola area di Berlino) 120.000 architetti e 210.000 ingegneri civili.

In un primo momento mi riengo fortunato, così tanti utenti in target, ma poi appena trovo 2 minuti per metterci la testa inizio a fare 2 conti.
Su Wikipedia mi dicono che gli abitanti di Berlino sono 3 milioni, li paragono ai 330.000 che mi hanno dato e ricordo di aver letto da qualche parte che gli ingegneri in Italia sono 110.000.

Possibile che più del 10% degli abitanti di Berlino sia un architetto o un ingegnere? O che nella sola Berlino gli ingegneri civili siano il triplo di tutti gli ingegneri (di tutte le specializzazioni) d’Italia?

Contatto la nostra account manifestando un poco di perplessità e nell’ordine mi risponde che:

1. non possono mica controllare la veridicità di tutte le email

2. che ha letto da qualche parte che il numero di ingegneri in Germania negli ultimi anni è cresciuto a dismisura (questa è una grande risposta)

3. che comunque, viste le mie perplessità, avrebbe provato a fare un controllo sui risultati

E in attesa di avere un aggiornamento, sarei a questo punto curioso di sapere se magari sommando architetti e ingegneri con medici, veterinari e matematici scoprissi che a Berlino ci sono più laureati che abitanti.

Al confronto chi moltiplicava pani e pesci era un dilettante!

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Qualche considerazione sull’analisi delle performance

Si riparte;
finite le vacanze di Natale lunedì riprendono i corsi in facoltà e così visto che un’amica mi ha chiesto una opinione in merito alle performance di un sito, colgo l’occasione per preparare la prossima lezione e mettere nero su bianco uno degli argomenti che è tra i più importanti nel mondo del web marketing: come si misurano i risultati di una attività promozionale.
Come mio solito vado per punti e partendo da esempi concreti.

A) Come si misurano gli accessi ad un sito?
Ci sono molti modi per misurare i dati relativi ad un sito e ci sono pure moltissimi parametri da tenere sott’occhio per capire se un sito funziona o meno. Vediamo come esempio, ma la considerazione è generale per tutti i parametri analizzabili, uno dei dati più richiesti: il numero di visitatori unici.
4 sono le modalità di calcolo ed analisi di questo dato:

  1. Il solo, esatto ed inconfutabile dato: questo può essere calcolato solamente dal gestore del sito che può decidere se renderlo pubblico o meno, se ingigantirlo o ridurlo ma che sicuramente è l’unico soggetto che può effettivamente avere il dato reale. Mi sento di suggerirvi Google Anlytics come sistema di analisi.
  2. Il dato certificato (da un soggetto terzo): nel caso sia necessario avere un dato ufficiale da comunicare esternamente è necessario rivolgersi ad un soggetto terzo che calcoli e certifichi la bontà dei dati che rileva. Questo è possibile, per motivi tecnici, solo ed esclusivamente con un accordo tra l’ente certificatore (fornisce un codice informatico da inserire in tutte le pagine del sito) ed il proprietario del sito (inserisce il codice dentro le pagine del sito e permette la raccolta dei dati).
    La Nielsen è uno dei soggetti più noti a livello mondiale.
  3. Confronto relativo: alcune volte può essere sufficiente o necessario fare un confronto tra più siti per capire quale sia il più performante. In questo caso sono disponibili molti servizi online (Alexa.com tra i migliori) che ottengono le statistiche dalle rilevazioni fatte su una serie di utenti campione.
    E’ un dato che ha una ottima valenza relativa (questo è più grande di quello) ma che però dal punto di vista assoluto può essere valutato solamente in termini di ordini di grandezza.
  4. L’analisi delle performance (ovvero l’utilizzo di tutte le tecniche sopra riportate): se ad esempio io fossi la FIAT e volessi stillare una classifica tra i siti più visti nel settore delle automobili dovrei effettuare il confronto tra i siti dei competitors su Alexa, riparametrizzare il tutto sulla base dei valori reali dal mio sito (che solo io conosco) ed effettuare infine una serie di correzioni sulla base dei dati forniti da un ente certificatore e relativi alle altre case automobilistiche.
    Solo in questa maniera è possibile ottenere una buona analisi comparativa.

B) Tutti i siti sono confrontabili?
Parto con un caso reale che mi ha visto coinvolto in prima persona.
La domanda era: è più visto il sito della Regione Toscana www.turismo.intoscana.it o Trip Advisor?
La risposta è: non lo so ma la domanda non ha molto senso.

Il primo, il sito della Regione, è un sito di marketing territoriale, limitato ad un contesto regionale e nato per promuovere e creare cultura su una regione.
L’altro, Tripadvisor, è un sito che opera su scala internazionale, ha come mission la pubblicazione dei commenti dei clienti che soggiornano negli alberghi e come business la vendita dei dati rilevati agli albergatori.
Difficile immaginare un confronto tra i due. Un poco come dire: è meglio un camion o un trattore? Bho!? Dipende cosa ci voglio fare.

Quindi la prima cosa da fare prima di parlare di confronti è quella di verificare l’omogenetà e la coerenza degli obiettivi, delle finalità e del target dei siti che andiamo a confrontare.

C) Come si misura una attività di Social Media Marketing?
Una redazione editoriale viene valutata spesso, oltre che per la qualità, per il numero di contenuti prodotti; un tot di editor o di giornalisti che producono un certo quantitativo di articoli ogni giorno. In un contesto editoriale quindi misuro ad esempio il fatto che ho realizzato un video e quante persone lo hanno visto.

Un gruppo che lavora nel contesto dei Social Network deve invece essere valutato per tutt’altro: in primis, per cosa ha generato il singolo contenuto che ho messo in linea.
E quindi nell’esempio del video sopra citato devo andare a calcolare quante persone lo hanno commentato, quante lo hanno rilanciato, quante lo hanno condiviso dicendo “Mi piace”, quante hanno a loro volta realizzato un video sul tema e me lo hanno inviato.
Valutare come infine le persone lo hanno commentato e chiedermi: è piaciuto? non lo è? sono arrivati suggerimenti? cosa ne dicono?
Parliamo poi di influencers, di buzz, di reputation, di sentiment; parametri qualitativi che, se opportunamente valutati ed intepretati, riescono a fornirmi la percezione in rete di qualunque cosa.
Queste sono le valutazioni da fare.

D) Come si valuta la resa di un investimento pubblicitario (ROI) online?
Il Web ha cambiato completamente le regole dell’advertising: si acquista online in trasparenza di prezzi, con meccanismi ad asta (chi più offre più ottiene) e con sistemi di simulazione ultra precisi che se “affiancati” ad una carta di credito alla quale mandare il conto passano istantaneamente dalla simulazione alla realtà.
Gli stessi motori di ricerca aiutano ad ottimizzare il ROI (Ritorno dell’Investimento) perchè, nel loro interesse, maggiore è la resa per il loro clienti, maggiore è la probabilità che chi effettua un annuncio ne faccia altri.
Questo è il motivo per cui oggi le offerte che le varie concessionarie, media agency o web agency propongono si differenziano non tanto sul numero di click che vengono garantiti quanto piuttosto sui servizi a corredo che possono essere forniti.

Infine che altro dire:
ho lasciato volutamente molte cose in sospeso e se volete approfondire lunedì prossimo mi trovate a lezione :-)
Lun 10 genn., ore 14, Campus Lucca – n.d.r.

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