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Ferie always-on

Giovanni ha un ingrosso di frutta e verdura, Gabriele è medico, Rossella dentista, Sara operaia e Silvia assicuratrice. Serena lavora in banca, Luigi è muratore in un impresa di costruzioni, Fabio macellaio, Andrea ingegnere e l’altro Andrea oste.
Tutti miei amici e tutti accumunati dallo stesso concetto di ferie: Natale, Pasqua, le vacanze estive o quelle invernali sono in alternativa un periodo di completo riposo o il momento migliore per fare affari. Niente mediazioni e niente compromessi.

Poi ci sono io (nella Rete fino al collo), Mirko (uomo di web 2.0), Debora (Interaction Designer), Andrea (ISP Project Leader), Diego (Web Project Manager), Debby (Web Copywriter) e Pietro (Portal Manager). Ed ancora Lucilla (Innovation Manager) e Carlo (Software developer).
Le nostre vacanze lasciano sempre una porta aperta:
– il cellulare è sempre acceso
– leggo la posta “solo” la sera
– rientro un giorno a metà vacanze
– posso lavorare anche dall’ iPhone

Da sempre ricordo questa differenza tra le vacanze mie e quelle dei miei amici. Da sempre o almeno da quando alla fine degli anni 90 ho iniziato a lavorare sul web.
A quei tempi addirittura, in pieno delirio di new economy, nemmeno si pianificavano le ferie; si facevano quando la direzione del personale te lo imponeva e comunque erano sempre con il portatile in valigia.

Vedo duplice la natura di questo comportamento: industriale e simbiotica.

Sul primo aspetto non credo ci sia molto da dire: l’industria del web procede a ritmi vertiginosi. Ogni giorno una nuova avventura, stressata su scala globale, sempre a rincorrere l’ultima innovazione, sempre a cercare di anticipare tendenze che nascono, crescono e maturano nel giro di pochi attimi.
E’ quindi ovvio che con cicli di vita di prodotti e progetti 10 o anche 50 volte più veloci che negli altri settori anche le vacanze subiscano la stessa contrazione e non durino più settimane ma giorni o addirittura non più giorni ma ore.

Il secondo aspetto deriva invece direttamente dalla natura “simbiotica” della Rete. Non si può lavorare in rete senza prima vivere in rete.  Essere “always on” non è riferito alle capacità professionali di una persona ma descrive uno stile di vita che esiste a prescindere dalla vita professione e che abbraccia vari aspetti dell’esistenza: le relazioni con gli altri, l’apertura mentale, il mettersi in gioco, la democrazia che abbatte ogni gerarchia  e tutti gli altri espetti di cui spesso si sente spesso parlare come essere il DNA degli internauti.

Cicli di vita e durata dei prodotti, vacanze e riposi: tutto si accorcia e tutto si contrae.
Possibile che l’unica cosa che aumenta e non diminuisce è l’età della pensione?

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Brontosauri in finta pelle

Mi capita sempre più spesso di ritrovare pensieri, idee ed in genere il mio modo di pensare riproposti pari pari in testi, relazioni, progetti e presentazioni di persone con le quali via via scambio 4 chiacchiere sul tema del digitale. Riflessioni fatte davanti ad un caffè o magari anche solo commenti al mondo che mi circonda e “sbadabam” eccomi inconsapevolmente replicato con il nome di altri.
Qualcuno mi chiede: “Ma non ti fa rabbia? non hai paura che qualcuno ti rubi le idee e ti passi avanti?”.

Più che rabbia mi fa tristezza vedere professionisti di grande esperienza rinnegare il loro mondo ed annaspare in un meta-mondo nel quale sono visibilmente disorientati e nel quale arrancano timorosi.

Paura? Direi proprio di no! Prima di tutto perchè non aspiro ad essere il guru digitale di una branca di brontosauri incartapecoriti che tra pochi anni saranno professionalmente e culturalmente (e qualcuno anche fisicamente) morti, estinti da una selezione naturale che nel mondo digitale viaggia a ritmi paurosamente elevati.

Poi perchè le idee sul web durano giusto il tempo di una riflessione e con le riflessioni mutano, crescono e cambiano trasformandosi in continuazione ed invecchiando nel giro di pochi attimi.

E poi perchè alla fine, fa parte dell’essere 2.0 il condividere ed il considerare le proprie idee un bene della comunità. “Open ideas” (@Beppe Burschtein) è la mentalità di chi vive il digitale: idee sul piatto, pronte ad essere condite con il contributo di tutti e con la rete come unico indicatore del successo.

Alla fine essere digitali è un poco come essere artisti: non basta sapere scrivere per essere uno scrittore o disegnare per essere un pittore. Così è con la rete: un mix di cervello e cuore con quel “qualcosa in più” che ” ho si ha” o meglio lasciar perdere e vivere serenamente la vita del fruitore digitale mettendo da parte le velleità da novello Negroponte. Anche perchè può sempre capitare, quando meno te lo aspetti e di fronte alla platea dei tuoi sogni, di incontrare un “Negroponte vero” che ti serve su un piatto d’argento la più clamorosa figura di cacca della tua vita.

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Voglio Vivere Così: signori si parte

E’ ormai quasi un anno che lavoro con i colleghi della Fondazione e della Regione al concept della nuova campagna di comunicazione della Regione Toscana e finalmente, dopo un duro lavoro ce l’abbiamo fatta ed abbiamo scoperto le carte su quella che in molti definiscono a livello mondiale come la più innovativa attività di comunicazione mai fatta da un Ente pubblico.
Cancellate parole come “Campagna pubblicitaria”, “Advertising”, “Concessionaria” e “Brochure” ci si muove invece nei più interessanti ed innovativi concept di “Infrastruttura di comunicazione permanente”, “Social Media Team”, “Partecipazione in Rete”, “Blog” e “User generated Content”.
Concetti difficili da far passare in un mondo che ancora vive di tabellari e pubblicità ma che rappresentano l’essenza di  un progetto effettivamente molto complesso ed innovativo.

Componenti della Camapgna

Io ci sono dentro fino al collo e se da un lato la cosa mi rende molto orgoglioso, dall’altro un pochino mi fa riflettere sulle responsabilità e sulle notti insonni che mi aspettano.
Anche perchè come dire… adesso c’è da farlo!

E venendo al progetto, invece che presentarlo per l’ennesima volta, preferisco citare quei media che ne hanno capito l’essenza (magari sistemando qualche parolina giusto per essere ancora più precisi).
E come sempre, ben venga chi vuole fare quattro chiacchiere sull’argomento.


Da Travelling Interline

…una prima mondiale organizzata in collaborazione con Google e con la media partnership di Mtv e alla quale sarà presente anche la modella Marta Cecchetto, testimonial della campagna…

..Target privilegiato: il viaggiatore giovane, colto, esigente, attento ad un’offerta turistica meno canonica e che utilizza principalmente internet e i social network per progettare le proprie vacanze…

…la nuova campagna toscana trova nel web il suo elemento centrale grazie alla collaborazione con Google e ad un “Social Media Team” – composto da 10 giovani “evangelist” multilingue – che porterà la Toscana in tutti i principali social network e social media, da YouTube a Facebook, passando per Flickr e Linkedin

…”Voglio vivere così” sarà presente da subito in 10 aeroporti internazionali, e successivamente in 20, tramite “Digital touch point” che permettono la fruizione del sito e di tutti i servizi proposti…

Da asca.it
..soprattutto tanto Internet, con in testa gli strumenti piu’ innovativi: Facebook, Myspace, Flickr, Youtube. E’ la campagna di comunicazione (che sara’ presentata il 13 marzo a Berlino) messa in piedi dalla Toscana, per promuovere il turismo nella Regione…

…il ‘cuore’ della campagna e’ pero’ su Internet: il nuovo sito www.turismo.toscana.it e’ gia’ online, ma saranno utilizzati soprattutto social network o community come Facebook, Myspace, Flickr, Youtube. Sono stati stretti anche accordi con Google (per Streetview e per una serie di Adwords) e Mtv

…”Entro l’anno – ha spiegato l’assessore al turismo Paolo Cocchi – sara’ anche pronta una piattaforma di prenotazione unica per tutte le strutture della Toscana”. Nei maggiori aeroporti del mondo (tra cui Milano, Londra, New York, Pechino), poi, saranno installate postazioni multimediali in cui sara’ possibile collegarsi al sito del turismo toscano, scaricare audioguide e informazioni. Da luglio, infine, sara’ disponibile una card per accedere a una serie di vantaggi per vivere e viaggiare in Toscana”…

Da intoscana.it
…una campagna di marketing, rivolta ad un nuovo tipo di turista-viaggiatore: giovane, colto, esigente, alla ricerca di offerte originali e di qualità, che si auto-organizza utilizzando internet…

Da intoscana 3.0
…Il profilo di questo nuovo viaggiatore è sovrapponibile a quello degli utenti-navigatori più attenti alle innovazioni e alle opportunità offerte dalla rete. E grazie alla rete il Turista2.0 acquista biglietti e pacchetti di viaggio, cerca sistemazioni rispondenti alle proprie esigenze, anche in base ai commenti e alle recensioni positivi di altri viaggiatori…

Da informazione.it
…Il web rappresenta proprio il punto di forza di questa campagna che, oltre al nuovo portale www.turismo.intoscana.it, coinvolgerà i social network più popolari: da Youtube a Flickr, da Facebook a My Space a Twitter. Convenzioni sono state stipulate con Google per l’utilizzo di “Adwords”, la tecnologia che regola le inserzioni pubblicitarie on line, mentre dalla prossima estate sarà disponibile per tutti i capoluoghi il servizio “Street view”. In un futuro non lontano, gli utenti avranno la possibilità di entrare nei negozi virtuali per fare acquisti reali. Ma non c’è solo il web: la campagna prevede postazioni multimediali in vari aeroporti, tra cui Milano, Londra e Pechino. Da luglio per chi si iscriverà sul sito ci sarà una card che prevede facilitazioni…

Altre

…sempre in collaborazione con Google, la Regione renderà presto “visitabili” le sue principali città con il servizio StreetView di GoogleMaps, ma vuole spingersi ancora più avanti, come consentire ai turisti di fare visite virtuali nei negozi delle sue strade, per poi fare e-commerce…

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Mughini si, Mughini no.

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Su Panorama di questa settimana è presente un articolo che racconta quello che è accaduto sul blog che Giampiero Mughini tiene su Tiscali.
Questo signore ha deciso, a questo punto credo poco consapevolmente, di condividere le proprie opinioni ed i propri punti di vista con il resto del mondo mettendo pure l’accento su quanto fosse “innovativo” il suo modo di comunicare ma forse non rendendosi bene conto della differenza che c’è tra “CONDIVIDERE” e “SCRIVERE”.
E così dopo una prima fase di eccitazione iniziata con commenti positivi e interessanti sui suoi articoli, è seguito un periodo di riflessione stimolato dai “vaffa” e dai “capiscisega” che hanno iniziato ad apparire tra i commenti.
Bhe, cosa c’è¨ di male?
E’ comunque ammirevole che una “penna” importante si metta così in gioco pubblicamente e soprattutto decida di entrare in Rete con gli stessi diritti e gli stessi privilegi dei suoi lettori.
E quindi Mughini “SI”, se non altro per lo spirito di avventura.

Ma poi accade che i commenti diventano pungenti, alcuni inutili, alcuni pure cretini (in fondo il mondo è pieno di cretini); ed il nostro autore cosa fa?
Riparte dalla carta stampata e su un giornale scrive “Fermate i commenti sul mio blog”.

NOOOOOO! Non è possibile. Si torna sempre lì.
Si parte dai grandi discorsi, dal “Viva la libertà di esperssione”, dall’innovativo e poi al primo inghippo sai cosa faccio?
Mi rimetto in cattedra e “vaffa” a tutti gli altri.

Uffa che palle!!! Sempre lì si torna.

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