Tag Archives: privacy

E da oggi Facebook ci (ri)conosce

Da qualche settimana Facebook ha attivato un nuovo gadget, il “face recognition” ovvero il riconoscimento automatico dei volti. Tecnologia e poi a casacata servizio che, all’interno di una foto pubblicata da chiunque su FB, riconosce le facce delle persone inquadrate, ovviamente a patto che queste siano utenti registrati a Facebook (oggi 600 milioni nel mondo).
Ho letto in giro articoli che parlano di ulteriore violazione della privacy, di funzionalità che dovrebbero essere facoltative o in genere hotrovato crtitiche più o meno aperte.

Sinceramente non la penso così.
In primo luogo perchè per i nativi, i cresciuti ed i diventati digitali, il concetto negativo di “violazione della privacy” si trasforma spesso in quello positivo di “appartenenza ad una community” e poi perchè molto semplicemente non vedo una grossa differenza tra l’essere taggati su una fotografia da qualcuno che lo ha fatto a mano piuttosto che invece l’esserlo in automatico da un software che ci (ri)conosce.
Sempre taggati su una foto siamo! Punto e basta.

Una cosa ho però notato: che spesso chi si pone tutti questi dubbi e ne scrive in maniera perplessa o problematica, alla fine poi è sempre qualcuno che si è affacciato a questo mondo digitale solo quel tantino che gli è servito per scriverci sopra 2 righe.

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Economia del mondo reale

Qualcuno una volta ha detto che il vero potere lo detiene chi controlla l’informazione.
Spesso questa perla di saggezza, terribilmente vera, viene capita solamente come one-way: chi gestisce i media racconta al mondo quello che gli fa comodo raccontare; gli altri ascoltano: di economia (la pubblicità che mi indica cosa acquistare), di politica (mi dicono chi devo votare), di cronaca (mi danno il loro punto di vista) e così via.
Credo che questo accada da sempre, ma oggi in un mondo globalizzato, dove le idee e le informazioni viaggiano e si condividono in tempo reale, qualcosa è cambiato e guarda caso anche questa volta c’entra la rete.

Esistono da anni alcuni network sui quali quotidianamente le persone di mezzo mondo esprimono in maniera chiara e limpida necessità, desideri, paure e sogni. Sono i motori di ricerca che oltre a svolgere egregiamente il loro lavoro, ci “suggeriscono” (sotto forma di pubblicità) anche cosa acquistare e dove trovare le informazioni che stiamo cercando.

Proviamo ad allargare la mente e facciamo un passo in più con un esempio banale ma che credo faccia intuire la portata del fenomeno a cui siamo di fronte:
siamo a Natale e supponiamo che tra le keyword più cercate in questo periodo, mai come quest’anno, ci sia la frase “vacanza al mare a Pasqua”. Se andiamo ad analizzare su scala locale e globale, sui dati di oggi e su quelli storici l’andamento di questa ricerca, il risultato è sconvolgente: abbiamo appena predetto che nei prossimi mesi, precisamente a Pasqua e nelle località di mare, ci sarà un incremento dei flussi turistici. Abbiamo quindi anticipato come sarà l’andamento dell’economia legata al turismo, in una certa parte del mondo, in un certo periodo.

Prendiamo per un altro esempio  facilmente comprensibile nel settore delle auto: se negli ultimi 6 mesi le ricerche sulle Alfa Romeo non sono più state legate al concetto di “auto nuova” o “cambio auto” ma ad uno di “riparazione”, “pezzi di ricambio” o “tagliando” vuole dire che le vendite di Alfa Romeo nei prossimi mesi di sicuro non aumenteranno.

Adesso quindi se vediamo il fenomeno su scala globale, aggiungiamo qualche modello matematico, una analisi statistica fatta come si deve e lo leghiamo alle borse mondiali, abbiamo appena creato un indicatore real time e future time sull’andamento dell’economia nel mondo in alcuni settori. Sconvolgente.
Ma quello che in questo momento mi sconvolge ancora di più è che, tra un biberon e l’altro, una ricerca su internet ed una telefonata a Mirko non riesco a capire se tutto ciò esiste già o se per adesso è solo una mia riflessione.

La risposta è banale: basterà vedere se, quando e come i vari Google, Bing e Yahoo iniziaranno a “giocare” in borsa.
Forse forse merita comprare qualche loro azione :-)

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Io, vecchio e conservatore

Ho scritto qualche giorno fa di una litigata fatta con mio suocero che voleva mettere la foto di mio figlio Filippo su Facebook. Il dubbio che tutt’ora mi assilla è il seguente: “ma tra 30 anni Filippo sarà contento che su internet ci siano le sue foto di quando a 40 giorni faceva il bagnetto mezzo nudo?”
In realtà la riflessione è più profonda ed abbraccia un ragionamento valido per tutti i ragazzi ed  un periodo di tempo che durerà per i prossimi 20 anni; il bagnetto, l’asilo, la scuola, e poi l’università e il lavoro. E ancora le foto delle vacanze, delle fidanzate, delle cazzate fatte in comitiva e così via (qui il post sul tema), tutto sul web per arrivare a 30 anni con la vita trasmessa in mondovisione.

Bene, mi hanno detto che sono vecchio e conservatore… Io “vecchio e conservatore”!?!?
Ci ho riflettuto ed oggi convengo: sono vecchio e conservatore perché ho ragionato ed immaginato il futuro con la mentalità che ho oggi; con quella che tra 20 anni sarà solamente la testa di “un vecchio di 20 anni fa”.
Ed il motivo è semplice: nel 2020, tutti avranno le proprie foto sparse per la rete, tutti avranno “postato” le foto delle fidanzate e delle vacanze su Facebook. E quindi tra 20 anni questa sarà la normalità.

E con un esempio concreto, cosa dire dei colleghi che potranno avere informazioni sulla vita privata di chiunque…
Che probabilmente anche loro saranno sul web e che la percezione e l’opinione sulle persone seguirà parametri differenti da quelli che utilizziamo oggi.
Alla fine la valutazione di un collega non sarà più legata ad una sola e particolare competenza o caratteristica ma terrà conto della persona nel suo complesso e forse alla fine i “bravi e buoni” saranno premiati più di adesso perché poche cose potranno essere nascoste.

E’ vero, sono vecchio e conservatore! Credo però di salvarmi ugualmente perchè sono sempre pronto a rimettermi in gioco rivalutando nel breve le mie opinioni. E non perchè sono un superficiale, ma perchè quando si parla di rete anche pensieri, ragionamenti ed opinioni devono evolversi velocissimi in simbiosi con la rete.
Altrimenti si invecchia davvero!

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Intimo, privato e pubblico

Inutile negarlo, ogni giorno che passa, ci possiamo sempre più rendere conto di quanto la rete porti in piazza la vita delle persone.
Non tanto perché io utilizzo Facebook, ma perché magari un amico ha pubblicato le foto della vacanza che abbiamo fatto insieme o un collega ha scritto un post su un incontro a cui abbiamo partecipato. Insomma tutto: dal meeting aziendale, al pomeriggio in parrocchia, alla notte brava per festeggiare un addio al celibato.
Ecco quindi che si delinea una nuova identità, della quale non abbiamo alcun controllo o addirittura che nemmeno conosciamo; una vita digitale che si evolve in maniera differente ed autonoma da quella reale e che tende sempre di più a fondere la sfera privata con quella pubblica.
Addio alla privacy?
Probabilmente ci sarà una più profonda coscienza della dimensione intima ed una maggiore attenzione alla sfera pubblica che fondendosi con quella privata diventerà l’equivalente dell’odierno “glocal” (globale/locale).
Sapete cosa mi viene in mente? Pubblico+Privato –> Pubbli(co/Priv)ato… potremmo chiamarlo il “pubblicato”.
Il cerchio di chiude, tutto torna.

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Anche noi viviamo nel “The Truman Show”

Siamo a 1 mese e gli amici mi chiedono la prima foto di Filippo che è nato a Agosto.
Con la macchina digitale fare un book fotografico è banale ed inviarlo a tutti per email o su facebook è un gioco da ragazzi.

Ci pensate… 1 mese è Filippo è già sul web;  impotente e soprattuto inconsapevole che da questo momento in poi la sua vita sul web sarà pubblica e che prenderà chissà quale cammino.

Magari il nonno inoltrerà la foto ad un’amica che nemmeno conosco; Google indicizzerà le sue immagini che saranno riutilizzate dall’altra parte del mondo per una pubblicità, per un lavoro o per chissà cos’altro.

Magari Barbara piena di entusiasmo commenterà aggiungendo la foto del bagnetto che io non avevo pubblicato ma che lei ha scattato come ricordo.

E tra 10, 20, 30 anni, tutta la vita di mio figlio sarà a disposizione di chiunque: fidanzate ed ex, amici e nemici, colleghi e capi, venditori e furbetti… Ma che culo Filippo!!!

La mia generazione ha vissuto il web gradualmente ma soprattutto ad una età in cui la ragione (presumibilmente) ci ha reso consapevoli di scegliere cosa fare o non fare, ma soprattutto ci ha permesso una riflessione sulle possibili conseguenze delle nostre e delle azioni altrui.

Ma i bambini che oggi, a meno di 10 anni, si ritrovano sul web per l’ingenuità dei loro genitori, niente possono se non aspettare il giorno in cui il bel sogno diventerà un incubo.

E quindi per mio figlio e per i miei “figliocci”, cari tutti, per il momento niente internet.

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