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Professioni e professori

Sto preparando in questi giorni il programma del corso in facoltà e questa mattina mi è venuto in mente un video che ho visto su Youtube, “Did you Know”, che vi consiglio di vedere ( lo inserisco a fondo pagina).
Ad un certo punto ci mostra un dato inquetante: i 10 lavori più richiesti nel 2010 nel 2004 non esistevano ancora; ergo, stiamo preparando i nostri studenti per affrontare lavori che ancora devono essere inventati.
Forse faremmo bene a darci una smossa guardando più attentamente in che direzione sta andando il mondo, invece di arroccarci sulle nostre convinzioni e difendere i nostri orticelli.
Parliamo di lavoro ed andiamo sul pratico: noi spesso ci riempiamo la bocca con paroloni altisonanti, “comunicazione digitale”, “webmarketing”, “social networking” ma come si traduce tutto questo nella vita professionale di chi oggi  si affaccia al mondo del lavoro.
Vediamo qualche esempio:

Pubblcità: una volta era la carta stampata, la concessionaria, la visita dell’agente, la trattativa per gli spazi, le dimensioni, i prezzi aleatori.
Adesso non più; non solo sono cambiati i format, ma è cambiata anche la modalità con cui si gestisce l’advertising. Tutto online, in tempo reale, senza intermediari, in totale trasparenza di prezzi, investimenti, risultati ed in totale autogestione.
E saperlo fare bene è un lavoro: apprezzato, ricercato e ben remunerato.

Comunicazione: la comunicazione in grand parte oggi è social. La “conversazione” è molto più importante della pubblicità semplicemente perchè ci fidiamo di più del parere di un amico che non di un cartellone promozionale incrociato per strada.
Stare sui social network a parlare, raccontare e conversare di prodotti, servizi o località per far breccia sugli utenti non è un gioco: è un lavoro ed è tutt’altro che facile.

Reputazione: una volta c’erano le rassegne stampa. Oggi ci sono le persone, migliaia di persone, milioni di persone che fanno “buzz” (chiacchiericcio) e parlano di noi.
Poter sapere cosa dicono le persone, ad esempio di un’azienda, è fondamentale per la gestione e lo sviluppo della stessa.
Questo non si fa acquistando qualche giornale, ma andando ad analizzare le converazioni ed i trend in rete.
E questo è un lavoro.

– E’ un dato ormai assodato che nel mondo il turismo passa dal web.
E quindi per chi ha un albergo è diventato prioritario poter inserire e gestire disponibilità, prezzi, offerte e pacchetti sulle centinaia di portali di booking online. Ed anche questo è un lavoro.

Ricerca del lavoro: ormai i portali di “job placement” si sprecano ed esserci, sia come azienda che come persona, è una necessità per tutti.
Creare e gestire profili professionali sul web è una competenza richiesta sia da chi cerca che da chi offre lavoro. Ed è a sua volta un lavoro.

– Il web ed in particolare i social network hanno linguaggi, modalità e caratteristiche proprie e del tutto differenti da quelle degli altri media.
Conoscere queste caratteristiche e saperle utilizzare per la produzione di testi, video, servizi o in generale di contenuti è un lavoro.
Come pure affiancare registi, grafici, pubblicitari, informatici e videomaker che si affacciano al mondo del web è un lavoro.

Quindi come possiamo vedere, il mondo del lavoro non è morto, è solo cambiato verso nuovi modelli e nuove opportunità tutte da inventare.
Giusto per completare potremmo infine citare i casi calmorosi di chi un lavoro o una azienda sul web se l’è creata dal niente. “Google”, “Facebook”, “Youtube” adesso sono delle big company ma qualche anno fa erano solo un’idea di qualcuno che ha provato ad inventarsi un lavoro.

Video: Did You Know?

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Promuoversi sul web: Turismo, Siti e Social Networks.

Ormai e’ piu’ di un anno che mi occupo di promozione turistica online con alcuni progetti che si sono rivelati piuttosto validi e che hanno portato a risultati che sono andati oltre ogni aspettativa ( tra i molti la campagna di comunicazione “Voglio Vivere Cosi’ ” della Regione Toscana e il portale www.turismo.intoscana.it).
Ho incontrato albergatori, ristoratori, proprietari di agriturismi e B&B, gestori di stabilimenti balneari ed organizzatori di eventi e quasi sempre mi e’ stata chiesta una mano nel progettare un sito, elaborare una strategia sui social network, valutare il lavoro di una web agency.
L’unico impegno che ho pero’ potuto prendere e’ stato quello di pubblicare qualche riflessione generale sul tema che possa aiutare a costruire al meglio una presenza sul web e quindi eccoci qua. Non e’ la ricetta magica, ma credo possa essere utile.
Andiamo al sodo:
1) tenete sul web un solo ed unico sito. Tutti i punti di ingresso al web (pubblicità’, banner, keyword advertising, pagine su altri portali…) alla fine devono convergere sul solo ed unico sito della vostra azienda
2) quando fate pubblicità niente di generico; promuovete prodotti, servizi, temi specifici e la relativa pubblicità (banner, link…) non deve mai puntare alla homepage page del vostro sito ma alle pagine specifiche del servizio che state reclamizzando
3) le persone sul web non leggono. Meglio quindi parlare per immagini e per emozioni; in un secondo momento anche le parole ma prima di tutto belle, bellissime fotografie che devono occupare almeno la meta’ delle pagine di ingresso al sito
4) attivate un servizio di statistiche indipendente, tipo Google Analytics, e dedicate un poco di tempo per verificare se il vostro sito funziona.
Ok calcolare gli accessi, ma e’ molto più importante verificare se gli utenti navigano il sito oppure se lo abbandonano subito.
Tenete d’occhio il numero di pagine viste ed il tempo di permanenza medio di ogni visitatore. Sono buoni valori 4-5 pagine viste per ogni visitatore e almeno 3 minuti di permanenza media. Occhio anche alla frequenza di rimbalzo che indica se i visitatori che arrivano sul vostro sito lo navigano o se invece scappano appena arrivati; un buon valore e’ minore del 40-50% ovvero almeno la meta’ delle persone che arrivano sul sito lo guardano.
5) verificate le referenze della società a cui darete l’incarico di svilupparvi il sito.
Questo vale soprattutto se avete intenzione di lavorare anche sui social network; purtroppo il settore in questo momento e’ poco conosciuto e pieno di venditori di fumo e visto che sul web tutto resta e niente si cancella, scegliete bene le persone alle quali metterete in mano la reputazione della vostra azienda.
NB: Referenze vuole dire aver gia’ realizzato e messo in linea molti lavori e non “star lavorando su…”.
6) se avete intenzione di “essere sui social network”, Facebook per primo, ricordatevi che nessuno può sostituirvi, perché solo voi ed i vostri clienti potete raccontare e conversare con entusiasmo della vostra struttura.
7) su Facebook, sui blog, su Twitter la parola d’ordine e’ CONVERSAZIONE. Nessuna pubblicità, nessuna polemica, nessun messaggio ambiguo. Il mondo dei social nasce per conversare e questo e’ l’ unico modo di esserci.
Una pagina con una descrizione promozionale e qualche foto non serve assolutamente a niente.
Una pillola ogni giorno ( una ricetta, il tempo, una vostra iniziativa, un saluto ai clienti, qualche parola su un evento della vostra zona… ) , i commenti dei vostri clienti e le loro esperienze vi promuoveranno invece con forza e con risultati.
8 )invitate i vostri clienti a parlare di voi ed a raccontare la loro vacanza. Chiedete agli ospiti di pubblicare le loro foto sulle vostre e sulle loro pagine; questo genererà a cascata un passaparola di fiducia verso i loro amici che da soli verrano a cercarvi.
9) a proposito dei commenti sulla vostra struttura:
– leggete i commenti sulla vostra struttura. Possono aiutavi a migliorare laddove i clienti siano insoddisfatti e possono mostrarvi punti di forza da promuovere che magari nemmeno sospettavate
– rispondete alle recensioni negative cercando di non nascondere niente ma anzi mostrandovi disponibili e segnalando laddove abbiate provveduto
– rispondete e meglio ancora conversate: niente toni polemici e niente poemi. Le persone leggono poco e si stufano subito. Quindi un linguaggio semplice, diretto, non noioso e per niente formale
– se i vostri clienti sono soddisfatti, invitateli scrivere su di voi ed a raccontare con entusiasmo la loro vacanza
10) infine ricordate che non siete il centro dell’universo ma non siete nemmeno soli: promuovete le vostre offerte legandole al territorio, agli eventi, ai prodotti tipici, alle attività sportive.
Il turista e’ ormai abituato a navigare su Internet, a valutare e a confrontare.
La sola e triste offerta del paghi 2 e dormi 3 non e’ più interessante per nessuno.

E dunque buon lavoro a tutti!

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Come mai in TV due più due è uguale a 4 milioni?

Mi è capitato nei giorni passati di dover fare un confronto tra i risultati che si ottengono facendo investimenti pubblicitari sulla tv e quelli che si ottengono investendo invece la stessa cifra sul web.

Difficile il confronto, se non impossibile.
Nel caso del web quando parliamo di numeri “certificati” ci riferiamo al conteggio dei click, ovvero agli utenti che volutamente hanno cliccato un link o un banner e letto poi il contenuto promozionale.
E se quantitativamente il dato è calcolabile senza errori (ci sono i click), qualitativamente il fatto che un utente abbia fatto “click”, dimostra che abbiamo generato in lui un certo interesse.

Cosa accade invece in TV?
Esattamente l’opposto.
La famosa “Certificazione” non è relativa ai numeri ottenuti o agli ascoltatori reali: quella che viene certificata è la metodologia.
Un poco come nei processi di qualità industriale in cui il termine “qualità” non c’entra niente con la bontà del prodotto ma solo con il fatto che tutti i prodotti sono fatti nella stessa maniera.
Magari tutti fatti male, ma con la sicurezza che sono tutti fatti male allo stesso modo.

10 milioni di ascoltatori sul Festival, 100 milioni di persone che hanno visto uno spot… sono solo giochi di numeri e statistiche:
– si misura il comportamento di un campione di 5000 famiglie (un niente rispetto alle circa 25 milioni che ce ne sono in Italia)
– si suppone che in famiglia ci siano 3 persone
– si ipotizza che tutte guardino la tv e tutte sullo stesso canale
– che nessuno cambi canale quando c’è la pubblicità
– e poi… e poi…
ed alla fine con una proporzione si partoriscono questi numeri milionari.

Della serie, se 10 di quelle 5000 famiglie hanno visto la tv allora è come dire:

10 famiglie x 3 persone = 30 persone
30 persone x (25.000.000/5.000) = 150.000 persone

e se poi lo spot va in onda per 30 giorni 5 volte al giorno ecco altri fattori moltiplicativi
150.000 x 30 x 5 = 22,5 Milioni di contatti.

Io ho provato a fare un check con amici, per carità niente di significativo, ma su 20 intervistati, quando c’è la pubblicità:

– 5 abbassano la tv e fanno 2 chiacchiere
– 4 cambiano canale
– 4 escono dalla stanza
– 3 vanno a fare la pipì
– 2 vanno a fare uno spuntino
– 2 fanno altro
Ce ne fosse 1 che mi ha detto che guarda la pubblicità.

Bene, secondo i sistemi di rilevamento televisivi, siccome in questo test 16 dei miei amici NON hanno cambiato canale  allora con un poco di proporzioni, statistiche e magheggi viene fuori che la pubblicità ha avuto circa 250.000 contatti in una sera e quasi 36 milioni certificati in 1 mese.

E pensare che a me avevano insegnato che 2 + 2 = 4. E non 4 milioni!

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Economia del mondo reale

Qualcuno una volta ha detto che il vero potere lo detiene chi controlla l’informazione.
Spesso questa perla di saggezza, terribilmente vera, viene capita solamente come one-way: chi gestisce i media racconta al mondo quello che gli fa comodo raccontare; gli altri ascoltano: di economia (la pubblicità che mi indica cosa acquistare), di politica (mi dicono chi devo votare), di cronaca (mi danno il loro punto di vista) e così via.
Credo che questo accada da sempre, ma oggi in un mondo globalizzato, dove le idee e le informazioni viaggiano e si condividono in tempo reale, qualcosa è cambiato e guarda caso anche questa volta c’entra la rete.

Esistono da anni alcuni network sui quali quotidianamente le persone di mezzo mondo esprimono in maniera chiara e limpida necessità, desideri, paure e sogni. Sono i motori di ricerca che oltre a svolgere egregiamente il loro lavoro, ci “suggeriscono” (sotto forma di pubblicità) anche cosa acquistare e dove trovare le informazioni che stiamo cercando.

Proviamo ad allargare la mente e facciamo un passo in più con un esempio banale ma che credo faccia intuire la portata del fenomeno a cui siamo di fronte:
siamo a Natale e supponiamo che tra le keyword più cercate in questo periodo, mai come quest’anno, ci sia la frase “vacanza al mare a Pasqua”. Se andiamo ad analizzare su scala locale e globale, sui dati di oggi e su quelli storici l’andamento di questa ricerca, il risultato è sconvolgente: abbiamo appena predetto che nei prossimi mesi, precisamente a Pasqua e nelle località di mare, ci sarà un incremento dei flussi turistici. Abbiamo quindi anticipato come sarà l’andamento dell’economia legata al turismo, in una certa parte del mondo, in un certo periodo.

Prendiamo per un altro esempio  facilmente comprensibile nel settore delle auto: se negli ultimi 6 mesi le ricerche sulle Alfa Romeo non sono più state legate al concetto di “auto nuova” o “cambio auto” ma ad uno di “riparazione”, “pezzi di ricambio” o “tagliando” vuole dire che le vendite di Alfa Romeo nei prossimi mesi di sicuro non aumenteranno.

Adesso quindi se vediamo il fenomeno su scala globale, aggiungiamo qualche modello matematico, una analisi statistica fatta come si deve e lo leghiamo alle borse mondiali, abbiamo appena creato un indicatore real time e future time sull’andamento dell’economia nel mondo in alcuni settori. Sconvolgente.
Ma quello che in questo momento mi sconvolge ancora di più è che, tra un biberon e l’altro, una ricerca su internet ed una telefonata a Mirko non riesco a capire se tutto ciò esiste già o se per adesso è solo una mia riflessione.

La risposta è banale: basterà vedere se, quando e come i vari Google, Bing e Yahoo iniziaranno a “giocare” in borsa.
Forse forse merita comprare qualche loro azione :-)

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Cercando nel passato

Ottobre è tempo di castagne e così cosa di meglio che passare un fine settimana in Garfagnana a ritrovare genitori e amici sgranocchiando due mondine (castagne arrostite).
Era qualche mese che non passavo da casa dei miei e ne ho approfittato per sistemare alcune cose in soffitta riesumando per caso anche una scatola di vecchie riviste. Ne prendo una “Internet News” (Marzo 1996. Anno 2, numero 3. Lire 5.000) il cui titolo in copertina mi rievoca le prime nottate in rete “I più efficienti motori di ricerca”.

Sfoglio la rivista e, per nostalgia di chi c’è passato e per curiosità di chi nel 1996 al più navigava in mare, questa era la situazione ante-Google:

– Il motore di ricerca piu utilizzato era Lycos con  4 milioni di pagine indicizzate (oggi Google ne indicizza qualcosa come 100 miliardi) e che veniva utilizzato anche da Microsoft ben lontana dall’inventarsi il suo MSN.
– Il motore più vecchio era Galaxy, nato nel 1991
– L’emergente dell’anno era Yahoo! (con il punto esclamativo )  che lanciava il concetto di advertising sui motori di ricerca: pagando una fee mensile si poteva apparire in home page come “AD VIEW”.
– Ed infine Altavista (lanciato dalla Digital) che nel 1996 vantava una indicizzazione di ben 16 milioni di pagine.

Rimetto a posto la copia di Internet News,  sbuccio 2 castagne e lentamente, senza cercare niente, riemergono nella mia mente altri nomi oggi dimenticati: Infoseek, Yellow, Colorado, Veronica, Apollo, Directory.net, Savvy Search.

altavista19961

lycos19961

yahoo19961

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