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Mister Smith va a Washington

mr_smithva

Ore 6:20
Lunedì mattina, aiutato dalla mia buona abitudine a svegliarmi presto e dal ponte del 2 di Giugno, ho visto in TV “Mister Smith va a Washington”, film della fine degli anni trenta in cui un neo senatore, armato dei più grandi ideali, lotta fino allo stremo per portare avanti alcune riforme sociali in totale contrasto con le lobby, i partiti e gli interessi dei potenti del tempo che non hanno scrupoli nel soffocare il suo “spirito ribelle” ed idealista con pochi ma efficienti mezzi:
– deviazione dell’opinione pubblica tramite controllo della stampa
– black out ed isolamento mediatico degli appelli del signor Smith
– trappole burocratiche
– diffamazione, ricatti e false accuse montate ad hoc

Mi ha ricordato qualcosa… tipo… l’italia di oggi, quella con la “i” minuscola.

Ore 7:00
Un poco di zapping mi propone televendite, repliche di rotocalchi e trasmissioni e pure mi stimola un confronto:
nel ’39 i film, le trasmissioni ed anche la pubblicità erano molto più discreti, direi quasi più educati. Togliamo il “più”: semplicemente “educati”.
Buon gusto nel vestire, utilizzo corretto dei cogiuntivi ma soprattutto nessun becero urlerio.

Ore 7:30
Mi alzo e mentre mi incammino verso il giardino per vedere come stanno i miei pomodori, continuo a riflettere sul film che ho appena visto immaginandomi cosa Mister Smith avrebbe potuto fare se avesse avuto a disposizione internet e la possibilità di raccontare al mondo la sua versione della storia.

Apro l’acqua, inizio ad annaffiare i pomodori e l’ultimo pensiero:
politica, lobby ed interessi trasversali: non è cambiato mica niente dal ’39. Siamo solo più maleducati.

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Rock o non rock

 

Fonte: dalla rete

Bhè, anche Adriano Celentano alla fine si è inventato un tormentone: “essere o non essere rock”; e visto che qui chiacchieriamo di rete vediamo in rete cosa è rock e cosa non lo è. Inutile dire “secondo me” perchè siamo sul mio blog.

E’ rock:

– chi vive come la rete: mentalità aperta, conoscenza globale, rispetto per gli altri
– è rock chi fa (e non chi discorre)
– chi ha capito che sul web siamo tutti uguali
– è rock chi vive sereno, chi si è accorto che in rete c’è spazio per tutti e che ognuno ha la propria parte
– chi è capace di mettersi in gioco e confrontarsi con le centinaia di milioni di utenti che vagano per la rete

Non è rock:

– chi vuole usare la rete per i propri scopi
– chi discorre del niente (e non fa)
– chi rinnega anni di onorata carriera per la smania di “essere web”
– non è rock chi è convinto di essere più furbo
– chi non capisce che in rete c’è spazio per tutti
– non è rock chi non ha ancora capito che in rete il confronto non è tra 4 gregari ma con 400 milioni di navigatori
– non è rock chi nasce “imparato”

Alla prossima

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Il mio Facebook

facebook

Quando ho incontrato Facebook la prima cosa che ho fatto è stata quella di registrarmi e vedere cosa fosse e come funzionasse. Ho utilizzato il mio solito nickname di prova “Rico Fede” ed ho inviato richieste di amicizia a destra e sinistra.
Con qualche problema: prima di tutto nell’area del profilo dovevo inserire per forza la “University”, e quelle disponibili erano tutte americane, e poi non conoscevo nessuno a cui chiedere amicizia.

Era il Febbraio 2005, il sito si chiamava www.thefacebook.com e me lo presentò un amico che frequentava Princeton.

Arriviamo al Gennaio 2009 e visto che ormai il fenomeno è scoppiato anche in Italia ci riprovo.
Mi registro questa volta con il mio nome, chiedo “amicizia” a qualche persona che conosco e nel giro di una settimana grazie alla potenza del “social” la mia lista di amici raggiunge quasi quota 100. La lista cresce ed io come al solito penso…

Ormai Facebook di social network riservato alle relazioni universitarie ha più ben poco e tutti sono amici di tutti.
Amici di vacanza, di lavoro, di zingarate, di scuola e spesso di “niente”.
Amici di niente, persone che passeggiando per strada nemmeno saluti ma che su facebook ti chiedono amicizia, amici di amici che nemmeno hai mai sentito nominare.
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è la corsa ad avere più “amici”; ma è interessante anche la frenesia che trovo in taluni che tengono il browser sempre aperto per vedere se hanno nuove richieste di amicizia e che “devono”  far sapere a tutti dove sono e cosa fanno in un esibisionismo che alla fine è motore della partecipazione in rete.
Si, perchè un’altra grande barriera che Facebook ha letteralmente sfondato è l’instant messaging in versione “tutti contro tutti”.
E che dire dei genitori che si iscrivono solo per farsi i “cazzetti” dei figli? o di chi naviga ore ed ore solo per vedere chi sono gli amici dei suoi amici? e cercare qualcun’altro da inserire nella propria lista?
Tutti sanno, tutti vedono e tutti scrivono. Io, i miei amici e gli amici dei miei amici.

Chissà se questa frenesia prenderà anche me?

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Internet senza fili e il Forno a Microonde

wave_electromagnetic

Il mese passato sono stato a trovare un amico che seguiva dal punto di vista informatico  una trasmissione in video streaming da un locale fiorentino.
Quando ci eravamo sentiti qualche giorno prima, parlando su come avrebbe allestito la parte tecnica, avevamo condiviso che, nonostante nel locale fosse presente una connessione senza fili, sarebbe stato più che opportuno realizzare il collegamento ad internet  utilizzando un cavo di rete, lasciando perdere il wi-fi che secondo entrambi non è sufficientemente affidabile per effettuare la trasmissione di uno spettacolo in diretta.

Senonchè, causa freddo ed infuenza, il mio amico si è ammalato ed è stato sostituito da un “collega” il quale, forse per la fatica di passare 30 metri di cavo, sicuramente per inesperienza, ha deciso di utilizzare la connessione senza fili con il risultato che all’inizio dello spettacolo ha dovuto far interrompere tutto, fermare lo spettacolo e le riprese ed a quel punto passare il cavo nella sala gremita di gente.

Complessivamente un bel casino.
E pensare che tra il PC di streaming ed il router wi-fi ci saranno stati forse nemmeno 30 metri senza alcun ostacolo (pareti, mobili, porte) nel mezzo.

Precisiamo: senza alcun ostacolo fisico nel mezzo.
Ma siccome stiamo parlando di “radio”, di senza fili e di onde elettromagnetiche, vanno considerati anche altri elementi che possono creare problemi (in gergo tecnico: introdurre rumore).

Le connessioni internet senza fili utilizzano una frequenza ed una modulazione che sono quelle permesse dal Ministero per gli apparati “domestici”, quelli a  “bassa potenza” ed a “corto raggio”.
Ma gli “apparati domestici” sono  tanti ed ognuno di essi può interferire e disturbare gli altri:

– trasmettitori e ripetitori video per la televisione,
– connessioni ad internet wi-fi posizionate in abitazioni vicine,
– videogiochi che hanno qualche accessorio senza fili (dalla WII alla Playstation),
– ogni computer che ha una scheda wi-fi,
– microfoni senza filo,
– telecomandi,
– antifurti radio,
– ripetitori della stessa rete wi-fi che posizionati per ripetere ed amplificare il segnale, in realtà in alcune zone possono disturbare il segnale originale creando “zone d’ombra”,

e dulcis in fundus forni a microonde ed elettrodomestici vari che quando vengono accesi innescano tempeste elettromagnetiche degne di un film di fantascienza  (alla faccia delle normative sulla sicurezza).

Il risultato è fin troppo scontato: la connessione ad internet senza fili funziona e non funziona in maniera totalmente casuale ed imprevedibile!

Ma non tutti forse sanno queste cose e magari ogni tanto, invece di rispondere “Ma che ne vuoi sapere: saranno 30 metri tra qui e il router wi-fi. Lasciami lavorare in pace.”, lo smanettone dell’altra sera farebbe bene a confrontarsi con gli altri colleghi invece di fare solo di testa sua.

Scarica l’allegato sull’argomento

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Riflessioni su un sapere che non è più nostro

“Esigenza” o “esigienza”;
il pesce al cartoccio si cuoce in 10 o 20 minuti;
e quando è stata l’ultima volta che l’Italia ha vinto i mondiali?

Dubbi esistenziali che hanno ormai per me una sola risposta: “Google e Yahoo”.
La stessa identica cosa che viene fatta da mio cugino di 12 anni che invece di consultare l’enciclopedia per fare la sua bella ricerca, apre il browser, cerca, copia e incolla tutto quello che trova.

E così mi chiedo se poi alla fine questa grande, enorme massa di informazioni che compongono la rete e che sono così semplicemente fruibili, contribuiscano realmente ad accrescere la nostra conoscenza.
Come sempre tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa; non è molto educativo scopiazzare una ricerca dal web (cosa di cui una maestra non si accorgerà mai) mentre è invece molto intelligente utilizzare la rete per aggiornarsi rispetto ad una enciclopedia vecchia di qualche anno o per conoscere differenti punti di vista su uno stesso argomento.

Ma la mia riflessione è un’altra.
Fino a poco tempo fa, enciclopedie, vocabolari e libri erano il quotidiano compagno di viaggio di chi era alla ricerca di informazioni e di chi leggeva anche per il solo piacere di farlo.
Oggi non è più così; io stesso, che negli anni passati ho riempito la libreria di casa dei più svariati volumi, adesso quando ho bisogno di una informazione apro internet e via.

La differenza sta proprio qua; in una caso parliamo del piacere della lettura e della crescita del nostro sapere.
Nell’altro invece tendiamo a soddisfare un bisogno quasi impulsivo. Avere una risposta immediata , senza pensarci troppo e senza perdere tempo.
Con un rischio: che abituarsi ad una interrogazione “shot” della rete ci faccia perdere il gusto della lettura e della riflessione che spesso ne deriva, e che poco alla volta il sapere, quello che ognuno di noi costruisce dentro di se con il tempo e con il ragionamento, venga sostituito da un surrogato volatile ed effimero che non è frutto della nostra fatica intellettuale ma di un superficiale “copia ed incolla”.

Anche questa è la Rete, generosa nel lasciarci scegliere il nostro destino.

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