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Contenuti per il digitale: leggere e scrivere per il web (1)

Alcuni anni or sono, è stato effettuato uno studio empirico per capire come l’occhio umano scorra una pagina web chiamato Eyetracking Web Usability.
Siamo ormai tutti consapevoli che la lettura di un contenuto è influenzata dalla volontà di recuperare il prima possibile all’interno della pagina che stiamo leggendo la parte di contenuto che più ci è utile e che riteniamo quindi più importante delle altre.
Quindi non una lettura dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra come per secoli era avvenuto sui giornali e sui libri ma un balzellare spasmodico degli occhi all’interno di tutta la pagina.

Lo studio di cui sotto i risultati, ha evidenziato quello che è il comportamento degli utenti: l’area di colore rosso è quella più osservata, in media, dall’utente, quella gialla indica un area osservata per un minor tempo, fino ad arrivare all’area blu che è quella meno vista.
Concentrandoci solo sulle aree di colore rosso appare evidente una cosa : in tutti e tre i casi, rappresentativi di 3 modelli di sito web, il percorso visivo degli occhi dell’utente forma una F. Da cui il termine inglese con il quale di identifica il risultato: F-Shaped Pattern.

f_reading_pattern_eyetracking1

I risultati dimostrano quanto anticipato: l’utente medio legge molto velocemente, alternando le direzioni alla ricerca di quella parte di contenuto
che reputa più importante a soddisfare le proprie esigenze.

Volendo quindi utilizzare l’analisi fatta con lo scopo di produrre contenuti di maggior appeal possiamo iniziare ad evidenziare i primi 3 fattori:

  1. Le prime 2 righe sono la chiave del contenuto e sono quelle sulle quali il lettore decide se proseguire ed approfondire o se cambiare pagina.
    Quindi titoli:
    – corti, tra 40 e 60 caratteri e su una sola riga
    – espliciti per descrivere il contenuto della pagina
    – chiari e ben comprensibili: niente sigle, acronimi e nessuno dei termini ambigui che invece troviamo spesso sulla carta stampata
    – di invito alla lettura
    – contenenti le parole chiave che descrivono l’articolo
    – autoportanti: devono essere autoesplicativi senza che vi sia la necessità di leggere altro
    – prima le parole più significative; poi tutto il resto.
  2. Lunghezza del testo : il web è un luogo mordi e fuggi nel quale l’utente può sceglire tra infinite fonti e punti di vista.
    Quindi inutile annoiarlo con articoli troppo lunghi. Se una pagina può esplicitare un concetto e trasmettere un messaggio in 200 parole, inutile scriverne 400. Nessuno le leggerebbe, anzi l’utenti medio cercherebbe di soddisfare il proprio bisogno informativo da un’altra parte.
  3. Grassetto: l’utilizzo del grassetto è molto importante perchè è l’unico modo, a fronte di una lettura veloce e schizzofrenica, di mettere in evidenza i concetti chiave e farli risaltare rispetto al resto della pagina.
    – Quindi ricercare ed evidenziare solo le parole chiave
    – No alla macchia di leopardo: evidenziate solo due/tre parole per ogni paragrafo. Non esagerate per evitare l’effetto “a macchia di leopardo”
    – Coerenza: se dovete per forza evidenziare più parole, evidenziate il testo in modo coerente per tutta la sua lunghezza in modo da definire un concetto completo.

…continua

Tratto dal Corso di Comunicazione Digitale, Università di Scienze del Turismo.

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Promuoversi sul web: Turismo, Siti e Social Networks.

Ormai e’ piu’ di un anno che mi occupo di promozione turistica online con alcuni progetti che si sono rivelati piuttosto validi e che hanno portato a risultati che sono andati oltre ogni aspettativa ( tra i molti la campagna di comunicazione “Voglio Vivere Cosi’ ” della Regione Toscana e il portale www.turismo.intoscana.it).
Ho incontrato albergatori, ristoratori, proprietari di agriturismi e B&B, gestori di stabilimenti balneari ed organizzatori di eventi e quasi sempre mi e’ stata chiesta una mano nel progettare un sito, elaborare una strategia sui social network, valutare il lavoro di una web agency.
L’unico impegno che ho pero’ potuto prendere e’ stato quello di pubblicare qualche riflessione generale sul tema che possa aiutare a costruire al meglio una presenza sul web e quindi eccoci qua. Non e’ la ricetta magica, ma credo possa essere utile.
Andiamo al sodo:
1) tenete sul web un solo ed unico sito. Tutti i punti di ingresso al web (pubblicità’, banner, keyword advertising, pagine su altri portali…) alla fine devono convergere sul solo ed unico sito della vostra azienda
2) quando fate pubblicità niente di generico; promuovete prodotti, servizi, temi specifici e la relativa pubblicità (banner, link…) non deve mai puntare alla homepage page del vostro sito ma alle pagine specifiche del servizio che state reclamizzando
3) le persone sul web non leggono. Meglio quindi parlare per immagini e per emozioni; in un secondo momento anche le parole ma prima di tutto belle, bellissime fotografie che devono occupare almeno la meta’ delle pagine di ingresso al sito
4) attivate un servizio di statistiche indipendente, tipo Google Analytics, e dedicate un poco di tempo per verificare se il vostro sito funziona.
Ok calcolare gli accessi, ma e’ molto più importante verificare se gli utenti navigano il sito oppure se lo abbandonano subito.
Tenete d’occhio il numero di pagine viste ed il tempo di permanenza medio di ogni visitatore. Sono buoni valori 4-5 pagine viste per ogni visitatore e almeno 3 minuti di permanenza media. Occhio anche alla frequenza di rimbalzo che indica se i visitatori che arrivano sul vostro sito lo navigano o se invece scappano appena arrivati; un buon valore e’ minore del 40-50% ovvero almeno la meta’ delle persone che arrivano sul sito lo guardano.
5) verificate le referenze della società a cui darete l’incarico di svilupparvi il sito.
Questo vale soprattutto se avete intenzione di lavorare anche sui social network; purtroppo il settore in questo momento e’ poco conosciuto e pieno di venditori di fumo e visto che sul web tutto resta e niente si cancella, scegliete bene le persone alle quali metterete in mano la reputazione della vostra azienda.
NB: Referenze vuole dire aver gia’ realizzato e messo in linea molti lavori e non “star lavorando su…”.
6) se avete intenzione di “essere sui social network”, Facebook per primo, ricordatevi che nessuno può sostituirvi, perché solo voi ed i vostri clienti potete raccontare e conversare con entusiasmo della vostra struttura.
7) su Facebook, sui blog, su Twitter la parola d’ordine e’ CONVERSAZIONE. Nessuna pubblicità, nessuna polemica, nessun messaggio ambiguo. Il mondo dei social nasce per conversare e questo e’ l’ unico modo di esserci.
Una pagina con una descrizione promozionale e qualche foto non serve assolutamente a niente.
Una pillola ogni giorno ( una ricetta, il tempo, una vostra iniziativa, un saluto ai clienti, qualche parola su un evento della vostra zona… ) , i commenti dei vostri clienti e le loro esperienze vi promuoveranno invece con forza e con risultati.
8 )invitate i vostri clienti a parlare di voi ed a raccontare la loro vacanza. Chiedete agli ospiti di pubblicare le loro foto sulle vostre e sulle loro pagine; questo genererà a cascata un passaparola di fiducia verso i loro amici che da soli verrano a cercarvi.
9) a proposito dei commenti sulla vostra struttura:
– leggete i commenti sulla vostra struttura. Possono aiutavi a migliorare laddove i clienti siano insoddisfatti e possono mostrarvi punti di forza da promuovere che magari nemmeno sospettavate
– rispondete alle recensioni negative cercando di non nascondere niente ma anzi mostrandovi disponibili e segnalando laddove abbiate provveduto
– rispondete e meglio ancora conversate: niente toni polemici e niente poemi. Le persone leggono poco e si stufano subito. Quindi un linguaggio semplice, diretto, non noioso e per niente formale
– se i vostri clienti sono soddisfatti, invitateli scrivere su di voi ed a raccontare con entusiasmo la loro vacanza
10) infine ricordate che non siete il centro dell’universo ma non siete nemmeno soli: promuovete le vostre offerte legandole al territorio, agli eventi, ai prodotti tipici, alle attività sportive.
Il turista e’ ormai abituato a navigare su Internet, a valutare e a confrontare.
La sola e triste offerta del paghi 2 e dormi 3 non e’ più interessante per nessuno.

E dunque buon lavoro a tutti!

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E ci credo che fanno schifo!

Questa settimana mi sono passati tra le mani 3 avvisi di gara relativi alla realizzazione di siti internet.
Per uno l’interesse era dovuto al fatto che stavo valutando se parteciparvi, per gli altri semplicemente mi è stato chiesto di darci una lettura, esprimerne una opinione in merito e magari proporre qualche suggerimento.

Bene, ho dovuto leggere tutti i bandi 3 o 4 volte prima di riuscire a capire cosa si chiedeva e per uno dei 3 solo per capire di cosa si stava parlando.

Non voglio entrare nel merito dei colleghi che ci hanno lavorato sopra, meritevoli per l’impegno, sicuramente competenti in altri settori, magari invitati a forza a scrivere il bando, ma con questa triplice lettura ho ulteriormente consolidato l’ormai nota consapevolezza che gli Enti Pubblici ed la Rete sono proprio 2 mondi distinti: con bandi di gara del genere non è umanamente possibile realizzare alcun buon prodotto.
Figuriamoci poi se a partecipare e magari a vincere la gara è qualche ditta che giocandoci sopra ne approfitta non per “fare” ma per “fatturare”.

Non per ripetermi, ma sinceramente leggendo i 3 bandi, ho avuto delle difficoltà a capire di cosa si stava parlando.
Sicuramente non di web.

Un mix di nozioni amministrative, riferimenti a normative totalmente fuori contesto, indicazioni tecniche obsolete, fuori da qualsiasi standard oggi in uso in Rete.
Un accrocchio fatto di copia ed incolla presi da chissà dove che pareva scritto da un informatico del’700 con un linguaggio arcaico, al limite tra il ridicolo e l’incomprensibile:

– “la banca dati (decreto xxx, di cui al comma yy, lettera b) delle risorse ricettive così come definite dalla legge regionale sul turismo, art. xx, paragrafo yy, di primo livello ad uso agricolo/accoglienza”.
Trad: “la lista degli agriturismi”.

– “Flessibilità e integrabilità in relazione all’evoluzione dell’offerta di servizi interattivi per il turista utente”
Trad: incomprensibile

E soprattutto pagine e pagine scritte senza alcuna consapevolezza che Internet non è “roba” da informatici.
La Rete è comunicazione, è partecipazione, è umanità. La Rete trasuda di una umanità globale che non esiste in nessun altro contesto.
Abbattimento dello spazio, del tempo, delle barriere culturali, diffusione del libero pensiero, delle idee, della democrazia.
E noi come liquidiamo tutto ciò?
Con un tristissimo “Sistema infodocumentale a norma, per la promozione delle risorse ambientali orientato al turista utente”

MACCHECCAZZOOOOOO!!!!!

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Idee per un buon web (2) – La promozione

Un anno fa, in seguito ad una serie di incontri con alcuni amici che si occupano di musei e promozione del territorio, riunii in un paragrafetto una serie di considerazioni e consigli su come realizzare ed organizzare un sito per un museo.
Ma un anno in rete è un periodo mostruosamente lungo e quindi è venuto il momento di aggiustare un poco il tiro.

Innazitutto vediamo cosa la Rete mette a disposizione; stiamo parlando di arte e cultura e quindi niente di meglio che lavorare su video.
www.youtube.it offre gratuitamente la tecnologia (streaming) per poter inserire su un sito sito filmati video.
Non solo; il grande valore aggiunto è che un video inserito su Youtube e richiamato dai nostro sito, entra a far parte della grande famiglia dei video di Youtube e quindi se lo abbiamo classificato e catalogato per bene, tutti coloro che nel mondo cercheranno su Youtube argomenti attinenti al ns video, lo troveranno e lo vedranno. E nel nostro caso, è tutta promozione per il Museo.

Sullo stesso concetto di divulgazione e condivisione in Rete abbiamo poi http://www.flickr.com/ per le fotografie.
Su questo sito è infatti possibile inserire immagini segnalandone ovviamente la fonte e rimandando al sito del Museo.
E così dopo una buona classificazione delle fotografie inserite, queste saranno automaticamente proposte ai navigatori interessati a musei e mostre.

Mettiamo poi sul sito una mappa geografica interattiva che non solo indichi dove si trova il museo, ma che permetta agli utenti di calcolare il percorso per raggiungerlo.
Questo si può fare, gratuitamente, con Google Maps ( http://maps.google.it/ )

Apriamo la biglietteria al mondo.
Sono ormai decine le società che offrono servizi di tickting online.
Senza costi da sostenere e senza complicazioni tecnologiche ma con il solo costo di una piccola revenue su ogni biglietto venduto.
E se anche i biglietti non si vendono, il nome del museo “gira” e viene comunque conosciuto in tutti i circuiti di diffusione dei biglietti.

Andiamo oltre con un bel blog.
Un museo che propone periodicamente mostre ed iniziative, potrebbe aprire un Blog invitando i visitatori (quelli fisici del museo) ad andare sul sito per commentare e partecipare attivamente alle iniziative ed alla vita del museo.
Se poi il blog, invece che sul sito del museo si trova su un portale ben visitato, secondo la stessa logica che vi raccontavo prima, questo sarà proposto agli utenti del portale che grazie al blog verranno a conoscenza del museo. Quindi altro interesse e promozione per il sito e per il museo.

E se poi ci vogliamo proprio sdare, identifichiamo in rete i siti di social network che hanno tra gli interessi la cultura, l’arte ed i musei e creiamo e creiamoci una nostra rete di relazioni, oppure più semplicemente aderiamo ad una rete già esistente raccontando e promuovendo quello il Museo e le sue attività.

Alla prossima.

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Oggi diamo i numeri

numeri.jpg

Milioni di Terabyte (ovvero miliardi di Gigabyte) la dimensione dei Database di Google

40 miliardi di euro il giro di affari legato ai siti porno

30 miliardi di euro il volume di eCommerce (porno escluso :-)

1 miliardo e 300 mila gli utenti internet in tutti il mondo.
Circa 500 milioni in Asia, 350 milioni in Europa, 250 milioni in Nord America. Il resto Africa, America latina, Oceania e Australia.

600 milioni i siti attivi nel mondo

40 milioni gli utenti internet italiani

8 milioni gli italiani che utilizzano sistemi di ecommerce

1 milione e mezzo i domini italiani registrati

Mezzo milione è il numero di server sparsi nel mondo che fanno funzionare Google

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