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Promuoversi sul web: Turismo, Siti e Social Networks.

Ormai e’ piu’ di un anno che mi occupo di promozione turistica online con alcuni progetti che si sono rivelati piuttosto validi e che hanno portato a risultati che sono andati oltre ogni aspettativa ( tra i molti la campagna di comunicazione “Voglio Vivere Cosi’ ” della Regione Toscana e il portale www.turismo.intoscana.it).
Ho incontrato albergatori, ristoratori, proprietari di agriturismi e B&B, gestori di stabilimenti balneari ed organizzatori di eventi e quasi sempre mi e’ stata chiesta una mano nel progettare un sito, elaborare una strategia sui social network, valutare il lavoro di una web agency.
L’unico impegno che ho pero’ potuto prendere e’ stato quello di pubblicare qualche riflessione generale sul tema che possa aiutare a costruire al meglio una presenza sul web e quindi eccoci qua. Non e’ la ricetta magica, ma credo possa essere utile.
Andiamo al sodo:
1) tenete sul web un solo ed unico sito. Tutti i punti di ingresso al web (pubblicità’, banner, keyword advertising, pagine su altri portali…) alla fine devono convergere sul solo ed unico sito della vostra azienda
2) quando fate pubblicità niente di generico; promuovete prodotti, servizi, temi specifici e la relativa pubblicità (banner, link…) non deve mai puntare alla homepage page del vostro sito ma alle pagine specifiche del servizio che state reclamizzando
3) le persone sul web non leggono. Meglio quindi parlare per immagini e per emozioni; in un secondo momento anche le parole ma prima di tutto belle, bellissime fotografie che devono occupare almeno la meta’ delle pagine di ingresso al sito
4) attivate un servizio di statistiche indipendente, tipo Google Analytics, e dedicate un poco di tempo per verificare se il vostro sito funziona.
Ok calcolare gli accessi, ma e’ molto più importante verificare se gli utenti navigano il sito oppure se lo abbandonano subito.
Tenete d’occhio il numero di pagine viste ed il tempo di permanenza medio di ogni visitatore. Sono buoni valori 4-5 pagine viste per ogni visitatore e almeno 3 minuti di permanenza media. Occhio anche alla frequenza di rimbalzo che indica se i visitatori che arrivano sul vostro sito lo navigano o se invece scappano appena arrivati; un buon valore e’ minore del 40-50% ovvero almeno la meta’ delle persone che arrivano sul sito lo guardano.
5) verificate le referenze della società a cui darete l’incarico di svilupparvi il sito.
Questo vale soprattutto se avete intenzione di lavorare anche sui social network; purtroppo il settore in questo momento e’ poco conosciuto e pieno di venditori di fumo e visto che sul web tutto resta e niente si cancella, scegliete bene le persone alle quali metterete in mano la reputazione della vostra azienda.
NB: Referenze vuole dire aver gia’ realizzato e messo in linea molti lavori e non “star lavorando su…”.
6) se avete intenzione di “essere sui social network”, Facebook per primo, ricordatevi che nessuno può sostituirvi, perché solo voi ed i vostri clienti potete raccontare e conversare con entusiasmo della vostra struttura.
7) su Facebook, sui blog, su Twitter la parola d’ordine e’ CONVERSAZIONE. Nessuna pubblicità, nessuna polemica, nessun messaggio ambiguo. Il mondo dei social nasce per conversare e questo e’ l’ unico modo di esserci.
Una pagina con una descrizione promozionale e qualche foto non serve assolutamente a niente.
Una pillola ogni giorno ( una ricetta, il tempo, una vostra iniziativa, un saluto ai clienti, qualche parola su un evento della vostra zona… ) , i commenti dei vostri clienti e le loro esperienze vi promuoveranno invece con forza e con risultati.
8 )invitate i vostri clienti a parlare di voi ed a raccontare la loro vacanza. Chiedete agli ospiti di pubblicare le loro foto sulle vostre e sulle loro pagine; questo genererà a cascata un passaparola di fiducia verso i loro amici che da soli verrano a cercarvi.
9) a proposito dei commenti sulla vostra struttura:
– leggete i commenti sulla vostra struttura. Possono aiutavi a migliorare laddove i clienti siano insoddisfatti e possono mostrarvi punti di forza da promuovere che magari nemmeno sospettavate
– rispondete alle recensioni negative cercando di non nascondere niente ma anzi mostrandovi disponibili e segnalando laddove abbiate provveduto
– rispondete e meglio ancora conversate: niente toni polemici e niente poemi. Le persone leggono poco e si stufano subito. Quindi un linguaggio semplice, diretto, non noioso e per niente formale
– se i vostri clienti sono soddisfatti, invitateli scrivere su di voi ed a raccontare con entusiasmo la loro vacanza
10) infine ricordate che non siete il centro dell’universo ma non siete nemmeno soli: promuovete le vostre offerte legandole al territorio, agli eventi, ai prodotti tipici, alle attività sportive.
Il turista e’ ormai abituato a navigare su Internet, a valutare e a confrontare.
La sola e triste offerta del paghi 2 e dormi 3 non e’ più interessante per nessuno.

E dunque buon lavoro a tutti!

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L’altra vita

Tutti noi abbiamo una vita digitale; che ci piaccia oppure no una nostra foto fatta con gli amici durante una gita al mare esiste e chi l’ha fatta l’ha già sicuramente mandata per email a qualche altro suo conoscente.
Bene, questo “io digitale”, ha una sua vita, passa di mano in mano, finisce magari su facebook o su youtube per la gioia di tutti e questo accade indipendentemente da me e dal fatto che io sia d’accordo o meno.
Io sono a Firenze ed il mio alter ego digitale, la foto, magari viene vista da un australiano che semplicemente ha cercato su Google “amici al mare”.
E’ impossibile anche solo provare ad immaginare quanti nostri “alte ego” digitali abbiamo in questo momento in rete. Ogni singola traccia che abbiamo lasciato in rete o che qualcun’altro ha messo in rete per noi, vive di vita propria senza i limiti di spazio e di tempo che sono invece tipici della mondo reale.

Ho provato a pensare a ritroso sul “quando” tutto questo inizia.
Bhè, molto prima di quanto possiamo immaginare, quando ancora nemmeno stiamo a pensare alla rete, alle foto, agli amici. Forse quando ancora semplicemente nemmeno possiamo pensare.

Ci chiamano ancora “fagiolino”, misuriamo pochi centimetri, siamo nel grembo materno e dopo 2 mesi da quando è iniziata la vita, inizia la nostra vita digitale; il dottore clicca su un pulsante, consegna l’ecografia -la nostra prima foto- ed ecco che con grande entusiasmo i genitori condividono con i nonni e gli amici la nostra prima impronta digitale.
Da questo momento in poi io crescerò in un mondo fisico e la mia ecografia seguirà un percorso autonomo ed indipendente che la porterà chissà dove attraverso email, social network, pennine usb, browser, computer e telefonini.

E la stessa cosa accadrà il giorno della nascita: appena uscito dalla sala parto ecco lo scatto del nonno ed i click con il telefonino fatte dai cugini. Ad ogni “clic” fatto nella vita reale, corrisponde una vita digitale che nasce, viagga e cresce per arrivare chissà dove.

Mammi mia che fatica! E pensare che sono al mondo da appena 2 ore…

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2010: vedo, prevedo e pure stravedo.

Nessuno è veggente: qualcosa la prevedo, qualcosa me la auguro e  qualcosa… sparo a caso! Per questo 2010.

1) Esplosione della augmented reality.
Il fenomeno è partito, la tecnologia matura e quindi mi auguro in questo 2010 di poter utilizzare presto una augmented reality calata sui miei interlocutori e non solo sugli ambienti che mi circondano.
Invece del solito biglietto da visita o di una ricerca a posteriori sul web, vorrei poter digitare o meglio ancora pronunciare un nome ed avere subito, sul mio telefonino o “proiettato sui mieiocchiali” tutte le informazioni sulla persona che sta parlando con me.

2) Un web più semplice.
La semplicità sul web paga; lo dimostrano su differente scala Google, Youtube ma anche Mutuionline o Calciomercato. Il generalista non serve: siamo sommersi di informazioni, la pubblicità spesso si insinua subdolamente tra queste e l’unica via di scampo per l’utente medio è il web verticale. Poche cose ma di alta qualità. E quindi per questo 2010 vedo una semplificazione del web, sempre meno complicato, con sempre meno fronzoli, sempre più essenziale ma di paripasso sempre più per nicchie e di qualità.

3) Tutto sul mobile.
Credo sia ormai giunto il momento in cui anche sui telefonini, la connessione non debba costare niente più di un canone (e pure molto basso). A pagamento invece, e per pochi spiccioli, i servizi, le applicazioni, i widget.

4) Facebook ed i nostri dati.
Sono ormai anni che i social network accumulano dati su di noi. Sulla nostra vita, sui nostri interessi, hobby, aspirazioni e paure. Perchè allora non cercare un ristorante, il titolo di un film o una auto nuova nell’immensa banca dati che Facebook conserva e che contiene tutte le informazioni e le coversazioni che io, i miei amici e gli amici dei miei amici abbiamo fatto negli ultimi anni?
Magari tra tutte queste informazioni che in qualche modo mi toccano e mi coinvolgono (sono i miei amici) c’è una risposta più adatta a me che non quella che potrei trovare su un qualunque motore di ricerca che resta comunque parecchio lontano da me e dal mio mondo.

5) Nativi digitali (in uscita) vs Genoma digitali (in ascesa).
La rete cresce, l’età del primo bit si abbassa. 2009, 2010, 2011 sono gli anni in cui i nuovi nati, cresceranno e vivranno una vita digitale in un ambiente e con genitori già digitalizzati. Non più sporadici stimoli dal mondo esterno a 6, 8, 10 anni ma una full-immersion già a partire dai primi giorni di vita. Dal momento in cui facciamo non 1 foto ma 100 perchè la macchina digitale ormai l’abbiamo tutti, alla prima febbre, misurata in 3 secondi con una sonda ad infrarossi invece che con il termometro sotto l’ascella fino alla prima telefonata ai nonni fatta su skype perchè “costa meno e ci si vede il nipotino”.  A 4 mesi.

Buon anno a tutti!

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Facebook non è una newsletter

Carlo mi racconta che per promuovere la “Festa del Sociale” ha creato su Facebook  un bel gruppo di amici, la fan page e che ogni giorno manda a tutti  l’invito agli eventi o gli articoli scritti su mostre, feste o iniziative.
Ma conclude sgrollando la testa sul fatto che alla fine questa strategia social poi mica funziona più di tanto.

Me ne capitano sotto mano a decine di riflessioni del genere e, guarda caso, l’interlocutore che ho di fronte è quasi sempre un professionista di lunga data (anagrafica o mentale).
Il punto di base è che per le attività di promozione e comunicazione spesso i social media vengono utilizzati come se fossero semplicemente una newsletter o una base di utenti a cui propinare informazioni. Già funzionano poco le newsletter generaliste, figuriamoci lo spam sui social network. E’ un po’ come mettere gasolio in una macchina a benzina e sperare che cammini.

Facciamo allora qualche riflessione che deriva dalla natura implicita dei social media:
– Intanto sono ambienti partecipativi e luoghi di discussione per cui quello che si deve fare non è riempirli di contenuto (magari un copia e incolla di articoli e recensioni) ma generare conversazione
– L’interlocutore a cui ci rivolgiamo poi non può essere indiscriminato e generalista. Sui SM si lavora per nicchie, creando nuovi luoghi di discussione ma soprattutto andando a generare conversazione ed interesse in quelli già esistenti
– L’esperienza poi è sempre al centro dell’attenzione. Niente omologazioni, autoreferenzialità o “piattumi”. Sempre raccontare se stessi e le proprie esperienze.
– Linguaggio: i SM hanno un loro linguaggio, come gli sms hanno il loro, come i comunicati stampa ne hanno un altro e le email un altro ancora. Scambiarli e mescolarli sarebbe come sperare che un veneto ed un siciliano si capissero parlando ognuno nel proprio dialetto.
– Niente giochini e niente cazzate… Lo sputtanamento è planetario e irreversibile.

E soprattutto ricordarsi sempre che cancellare un amico fastidioso che ci riempie di cose inutili costa solo un click. E che quell’amico potremmo essere noi.

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Io, vecchio e conservatore

Ho scritto qualche giorno fa di una litigata fatta con mio suocero che voleva mettere la foto di mio figlio Filippo su Facebook. Il dubbio che tutt’ora mi assilla è il seguente: “ma tra 30 anni Filippo sarà contento che su internet ci siano le sue foto di quando a 40 giorni faceva il bagnetto mezzo nudo?”
In realtà la riflessione è più profonda ed abbraccia un ragionamento valido per tutti i ragazzi ed  un periodo di tempo che durerà per i prossimi 20 anni; il bagnetto, l’asilo, la scuola, e poi l’università e il lavoro. E ancora le foto delle vacanze, delle fidanzate, delle cazzate fatte in comitiva e così via (qui il post sul tema), tutto sul web per arrivare a 30 anni con la vita trasmessa in mondovisione.

Bene, mi hanno detto che sono vecchio e conservatore… Io “vecchio e conservatore”!?!?
Ci ho riflettuto ed oggi convengo: sono vecchio e conservatore perché ho ragionato ed immaginato il futuro con la mentalità che ho oggi; con quella che tra 20 anni sarà solamente la testa di “un vecchio di 20 anni fa”.
Ed il motivo è semplice: nel 2020, tutti avranno le proprie foto sparse per la rete, tutti avranno “postato” le foto delle fidanzate e delle vacanze su Facebook. E quindi tra 20 anni questa sarà la normalità.

E con un esempio concreto, cosa dire dei colleghi che potranno avere informazioni sulla vita privata di chiunque…
Che probabilmente anche loro saranno sul web e che la percezione e l’opinione sulle persone seguirà parametri differenti da quelli che utilizziamo oggi.
Alla fine la valutazione di un collega non sarà più legata ad una sola e particolare competenza o caratteristica ma terrà conto della persona nel suo complesso e forse alla fine i “bravi e buoni” saranno premiati più di adesso perché poche cose potranno essere nascoste.

E’ vero, sono vecchio e conservatore! Credo però di salvarmi ugualmente perchè sono sempre pronto a rimettermi in gioco rivalutando nel breve le mie opinioni. E non perchè sono un superficiale, ma perchè quando si parla di rete anche pensieri, ragionamenti ed opinioni devono evolversi velocissimi in simbiosi con la rete.
Altrimenti si invecchia davvero!

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