Tag Archives: telefonino

Il movimento delle masse

In Italia si stima che l’80% delle persone possieda un telefono cellulare. Questo vuole dire, ma sono cose dette e ridette, che gli operatori di telefonia mobile possono sapere in ogni istante dove ognuno di noi si trova.
Siamo fortunatamente tutelati dalle leggi sulla privacy per cui queste informazioni normalmente restano “congelate” nei data center dei vari operatori.

Proviamo a vedere la cosa sotto un altro punto di vista: spaziamo ed andiamo a ruota libera.
Oltre ai telefoni cellulari molte persone possiedono un PC che utilizzano per collegarsi alle varie reti wireless che si trovano ormai in molti punti di ritrovo, dai caffè, alle librerie a molti negozi; aggiungiamoci inoltre tutti quelli che utilizzano il palmare per cercare informazioni e magari si collegano ad internet utilizzando anche un GSP (che quindi ne localizza puntualmente la posizione). Ovvero il 90% della popolazione è costantemente connesso ad una qualche rete telematica.

Sapete cose ne viene fuori, senza intaccare alcun diritto alla privacy ?
La possibilità di conoscere istante per istante dove e come si muovono le masse di persone all’interno delle città, nelle vie, nelle manifestazioni, durante lo shopping, nei weekend, nelle strade, nel traffico, ai cinema. Ovunque.

Una bomba pronta ad esplodere non solo per fini di marketing o commerciali ma anche per il controllo della presenza di persone nelle manifestazioni, nel calcolo del traffico nelle strade, per conoscere le mete preferite dai turisti nelle città, per sapere cosa accade nelle città in occasione di raduni, meeting, feste, emergenze.
Per sapere se in un locale ci sono più persone di quante ce ne dovrebbero essere o per calcolare quali sono i negozi che vendono di più e quali di meno.
Siamo tutti un “Grande Fratello”.

Vedi: Siamo tutti un Grande Fratello
Vedi: Anche il Melafonino ci spia

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Metti insieme Taricone, Beppe Grillo e Paris Hilton

Da qualche mese impazza in America il “reality phone“: scattare foto a personaggi celebri e famosi (o presunti tali) ed inserirli direttamente tramite il telefonino su un blog per lasciare poi ai navigatori campo libero sui commenti.
Come dire: il gossip in diretta, una sorta di grande fratello (Taricone) esteso a tutto il mondo tramite un blog (Grillo) che può anche essere visto come la versione frivola dello “street journalism”, il giornalismo di strada, quello fatto direttamente dai lettori. Tutti lettori e tutti scrittori.

Da un punto di vista della tecnologia la catena  fotografia->telefonino->blog esiste e funziona egregiamente ormai da qualche anno ma quello che mancava era un’idea che facesse scattare l’interesse tra i navigatori.

E cosa può esserci di più potente di un mix fatto da gossip e star, esibisionismo (la foto l’ho fatta io) e partecipazione (il commento lo metto io)?
Niente! Ed infatti il fenomeno è esploso.

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Dopo il Melafonino ecco arrivare il Googlefonino. Un Openfonino!

Quando Google si muove qualcosa cambia sempre ed è così che in questi giorni è stato presentato dalla tedesca T-mobile il Gphone.

In completa antitesi ed autonomia dalle altre big company produttrici di cellulari e software, da Nokia ad Apple a Microsoft, Google ha scelto anche questa volta una strada alternativa sia per il software che per l’hardware.
Il telefonino è infatti prodotto dalla Open Handset Alliance, una associzione di produttori e compagnie telefoniche che hanno come finalità la produzione di cellulari e palmari secondo elevati standard tecnologici ed innovativi ma soprattutto sulla base della filosofia OPEN.
Open è l’hardware con la libera consultazione degli schemi elettronici ed open è il software con il nuovo sistema operativo “Android” a cui tutta la comunità di utenti è invitata a contribuire con idee, commenti ed anche con lo sviluppo vero e proprio di nuove applicazioni; sempre e soltanto rigorosamente open.

Ma quello che forse fa la differenza per gli utilizzatori sono i servizi già disponibili alla prima accensione:
da Gmail a Youtube, da Google Maps ad Amazon a Google Talk su un telefonino totalmente orientato alla navigazione (buona tastiera, un bel display, una trakball, il GPS e l’accelerometro interfacciati a Google Maps, il wi-fi…) e tutti con il relativo traffico internet gratuito.

Ma credo che la riflessione più importante su tutto il tema sia che il Gphone irrompe con una certa forza e per la prima volta nel mondo mobile con un’approccio open candidandosi a diventare il punto di partenza per una infinità di servizi ed applicazioni che la comuntà dei fedeli dell’open source potranno pensare e sviluppare a loro piacimento. E come ormai è noto l’open funziona.

Dimenticavo il prezzo: 120 euro, molto low-cost.

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Anche il melafonino ci spia

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Qualche tempo fa scrissi un post “Siamo tutti un grande fratello” in cui commentavo
il fatto che ogni singola informazione che ci riguarda e che finisce in rete, diventa patrimonio dell’umanità e di chiunque voglia sapere o “spiare” uno di noi.
Oggi andiamo oltre e quella che spesso era relegata ad essere una leggenda metropolitana, il fatto che ogni telefono o computer ci tenga d’occhio, è stato ufficialmente confermato
nientepopodimenoche da Steve Jobs, il fondatore della Apple ed il genio creatore del melafonino, l’ormai planetario iPhone.
Uno smanettone americano ha infatti scoperto, e Steve confermato, che ogni singolo iPhone è collegato via internet alla base centrale della Apple la quale può in ogni istante verificare i software e gli applicativi che vi sono installati sopra.
Ora questa cosa è già di per se irritante ma diventa drammatica se estesa ad un “ma siamo proprio sicuri che
laspiata sia limitata ai software oppure per caso qualcuno sta archiviando rubriche, messaggini, email e tutto il resto che si trova nel nostro melafonino?”.
Io un’idea ce l’ho, però non voglio essere il solito allarmista.

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Dal web al cellulare, pubblicità ovunque

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Ebbene si. Dopo lo spam e la pubblicità sulla nostra email, adesso e sempre di più in futuro, il mezzo con il quale saremo sobissati di messaggi promozionali diverrà il telefonino.
Il perché è fin troppo banale: perché lo portiamo sempre con noi, perché è un preciso indicatore di dove ci troviamo e perché ormai i telefonini sono sempre più di frequente sempre connessi in rete.

Si stima che nei prossimi 3 anni gli investimenti pubblicitari, in ambito mobile, raggiungeranno un fatturato di 10 miliardi di dollari con un mercato prevalente in Europa ed Asia, le 2 aree caratterizzate da una utenza sempre più “attenta” e smaliziata alle novità tecnologiche.

Le grandi concessionarie si troveranno, grazie ad un utilizzo integrato della Rete, a poter gestire un mercato locale che mai fino adesso avrebbero mai potuto aggredire e conquistare.
Google insegna; il piccolo commerciante che via web acquistava per pochi euro la propria visibilità su scala mondiale (e che quindi si apriva al mondo), tra breve acquisterà per pochi spiccioli la propria visibilità solo ed esclusivamente per l’avventore che transita nella propria zona e che si ritrova sul proprio telefonino una indicazione senza margine di errore.

Già oggi se pensiamo ad iTunes, all’iPhone ed al Blackberry, gli stessi produttori ammettono che il business degli acquisti online sta superando i ricavi della sola vendita di telefoni e lettori. E questo semplicemente perché una volta acquistato l’ultimo modello di telefonino, una volta forniti i nostri dati, il nostro profilo viene analizzato e ci vengono proposte tutti quegli optional che nemmeno sapevamo esitessero.
Ed acquistare con un clic, ricevendo un addebito sulla bolletta è terribilmente semplice.

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