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Programma del corso aa 2011/2012

Pubblico sotto  il programma del Corso che tengo a Scienze del Turismo – Campus Lucca.

Argomenti delle lezioni

1. Nuove professionalità per il mondo del web (settore turismo)
2. Ricerca in rete (Keyword, ricerca semantica, motori di ricerca. Certificazione, validità ed attendibilità delle informazioni in rete)
3. Analisi del traffico di un sito web e strumenti per l’analisi dei competitors
4. SEM e SEO: Search Engine Marketing e Search Engine Optimization
5. Modelli di business in rete per il settore travel e visibilità in rete (Portali tematici, booking, advertising, invertising, world of free, redazionali, SEO, SEM, pay-per-click, banner, keyword advertising, spam, ROI)
6. Piattaforme di prenotazione online (affiliazione, modelli di business, inserimento delle strutture ricettive, piani tariffari, sistemi di pagamento, Channel manager)
7. Online Revenue Management
8. Contenuti informativi per il digitale (Finalizzazione ad uso digitale di testi, immagini, video ed applicazioni. User Experience ed Interaction. User Generated Contents. Copyright, copyleft, right management, protezione e diritti, piano editoriale)
9. Sistemi per la Gestione dei Contenuti (CMS, Blog, informazione delocalizzata, gestione del multilingua, editing del contenuto, integrazione di siti, replicazione dell’informazione)
10. Comunicazione e Marketing 2.0 come strumenti gestionali nelle imprese turistiche
11. Web 2.0, Social network, Partecipazione online, UGC (User Generated Content), siti di riferimento e di successo, abbattimento della censura, informazione libera, consenso e attendibilità in rete, pubblico di riferimento, blog, forum, chat, spazi autogestiti, file sharing
12. Social Media Strategy (Teoria della coda lunga, Buzz, Influencers, Word of Mouth, Storytelling, Elaborazione di una strategia)
13. Analisi del Sentiment e Brand Reputation sui Social Media
14. Strumenti e tecniche di comunicazione Mobile, Multimediale e di Massa (Chioschi multimediali, Augmented reality, Mixed reality, Geomapping, Digital Touch Point, Mobile Marketing, wi-fi/bluetooth marketing, widgetting, messaging)
15. Social Commerce
16. Approfondimento su alcuni temi emersi in convegni e meeting del settore Travel Online a livello nazionale e internazionale

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Oggi parliamo di Congressi

Mi chiedono una riflessione “digitale” sul mondo dei congressi e non nascondo che sono un poco un pesce fuor d’acqua ma a volte è proprio l’occhio di un esterno che fa nascere nuove idee.
Dal punto di vista digitale un congresso non è altro che un evento e quindi, se io dovessi elaborare una strategia di comunicazione a complemento di un meeting, lo considererei proprio come tale.
Tralasciando ciò che ormai è uno standard -il sito web, le slide in sincrono con un video, l’archivio online- preferisco concentrarmi di più sull’aspetto divulgativo e partecipativo che la Rete può generare. Andiamo a considerare 3 momenti: prima, durante e dopo l’evento e vediamo, in una breve sintesi, quelle che sono le azioni che metterei in campo nel contesto dei social media:

Prima
Innanzitutto raccoglierei tutte le informazioni sulle passate edizioni e pian piano ne farei una divulgazione andando a coinvolgere tutti gli utenti reperibili nei vari social media che hanno un qualche interesse per gli argomenti trattati. Ma niente pubblicità: solo “storytellig” ovvere narrazione; il racconto di quello che è stato.
Coinvolgerei quindi il gruppo così creato nell’elaborazione di nuove idee per l’anno successivo condividendo i temi, cercando nuovi relatori, discutendo il format ma anche facendo fare agli utenti proposte sulla location, sulla scaletta, persino sui menù ed in generale sul contesto a contorno dell’evento.
Cercherei insomma di far passare in Rete un messaggio positivo e molto interessante rispetto a tutto ciò che ruota intorno al congresso con l’obiettivo di creare interesse per l’evento stesso.

Durante
Punto primo: connessione internet gratuita per tutti.
So che questo è un tasto dolente e che a tutt’oggi spesso da noi in Italia la connessione è ancora un miraggio o un optional per smanettoni ma per poter stimolare interesse e partecipazione intorno all’evento, le persone in sala devono potersi connettere agevolmente e condividere quello che stanno facendo con i loro amici.
Devono poter inviare foto e video su Facebook, generare commenti sui blog, far cinguettare Twitter.
Devono in sintesi poter divulgare l’evento in rete raccontandolo in tempo reale mentre lo stanno vivendo contribuendo così a crearne interesse anche al di fuori della cerchia ristretta dei presenti in sala.

Dopo
Il congresso non deve morire il giorno dopo. Deve continuare a vivere online raccogliendo opinioni e suggerimenti sia da chi c’era in carne ed ossa che da chi lo ha vissuto digitalmente.
Commenti sugli interventi, sui materiali distribuiti, sulle presenze e sulle riflessioni venute dalla rete rappresentano un grande stimolo per la preparazione della prossima edizione senza considerare che in questo modo si riesce a creare un gruppo persone realmente interessate all’argomento che possono sia far nascere nuove idee sia contribuirne alla divulgazione in tutti quei contesti che sicuramente gli organizzatori non riuscirebbero mai a introdursi.

Questo in estrema sintesi con in aggiunta un consiglio: fare tutto questo è un lavoro che non si improvvisa.
Essere in rete, lavorare sulla partecipazione, gestire una presenza sui social network non è uno scherzo e non vuol dire avere un ragazzetto che apre una pagina su Facebook e ci scrive qualcosa ogni tanto.
Ci vogliono competenze, una visione molto chiara del cosa fare, come farlo, come misurarne i risultati, come gestire le derive e soprattutto ci vuole tanta esperienza sul campo.
E’ un mestiere ben preciso diverso da quello dell’informatico, del giornalista e del grafico: è il mestiere di chi si occupa di Social Media Strategy.
E non dimenticate che in rete premiano solo la qualità e la trasparenza e che un approccio alla rete mal gestito può generare danni consistenti e irreparabili perchè tutto ciò che viene messo in rete resta per sempre.
Anche i commenti di chi vi infama perchè avete utilizzato Facebook come una bacheca per i comunicati stampa o Twitter per mandare un jingle pubblicitario.

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Bello come il Golf, triste come l’e-learning,

Sono un paio di settimane che mi sto dedicando ad approfondire il mondo dell’e-learning; non come tecnologo ma come semplice docente visto che mi hanno chiesto di preparare un corso di Webmarketing focalizzato sul Golf.
Grazie alla complicità di qualche amico che mi ha gentilmente fornito gli account come studente o come docente, la prima cosa che ho fatto è stato un giro sui vari corsi che si trovano online.
Ingegneria, Psicologia, Economia, i corsi online sono tutti molto simili: dispense da scaricare e stampare e qualche autoverifica per passare alla lezione successiva.

Se questo è online…
A me sembra più l’aver mutuato sul web la metodologia della vecchia e cara “Scuola Radio Elettra”. A quei tempi le dispense arrivavano per posta, oggi sono scaricabili su un sito ma il concetto è lo stesso. E di qui a parlare di online, con tutto quello che online può significare, ce ne passa.

Molte sono le cose che mi vengono in mente per dare valore ad una lezione online:
– linkare a wikipedia ogni parola che io ritengo opportuno per fornire biografie, spiegazioni di termini ed approfondimenti;
– allegare alla slide video che ho magari già realizzato e pubblicato su altri siti e che servono a spiegare meglio i concetti o ad illustrare case history;
– rimandare a presentazioni fatte da altri e disponibili in rete sui siti in cui se ne fa sharing (sono centinaia di siti con migliaia e migliaia di presentazioni e lezioni di altissimo livello) per approfondire concetti e magari avere un confronto sul tema con qualche Guru del settore;
– includere video presi da Youtube (inerenti all’argomento) e promuovere profili professionali trovati su Linkedin;
– fare ricerche all’interno di tutti i testi del corso ed avere una sezione di FAQ;
– avere correlazioni tra le varie lezioni del corso ed anche tra più corsi;
– trovarsi in un ambiente partecipativo nel quale i docenti fanno ricevimento virtuale condividendo tra tutti i dubbi dei singoli e creando al tempo stesso materiale di approfondimento da condividere nuovamente;
– rendere disponibile un ambiente partecipativo tra studenti che si scambiano opinioni e commenti

Ovvio che questo approccio che personalmente ritengo molto utile e pure più stimolante per gli studenti presuppone invece un grosso lavoro da parte dei docenti.
Niente più appunti riciclati di corso in corso o di anno in anno  ma materiale nuovo e innovativo creato secondo una logica veramente online, interattiva, partecipativa e multimediale.

Volete mettere, parlando in questo caso di Golf, la differenza che c’è tra scaricare una triste e grigia dispensa e, slide dopo slide, potersi collegare ai siti dei campi da golf in tutto il mondo per farne un confronto, vedere cosa succede su Google inserendo determinate parole chiave o ancora vedere come sui vari portali di booking viene promosso il golf…

Questo è online, innovativo ma soprattutto non è triste.

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Vacanze Virtuali e Vacanze Reali

Il mio mondo è molto digitale:
ricerca e sviluppo, seminari, progetti, convegni, giornate di formazione fatte su Social Network, Internet, Web Marketing, Sistemi di Prenotazione online.
Nei prossimi 2 mesi girerò la Toscana per un totale di 40 seminari formativi sui sistemi di prenotazione online, in particolare sulla piattaforma che la Regione Toscana mette a disposizione gratuitamente delle strutture del territorio.
Incontro strutture ricettive, agenzie di viaggi, tour operator: suggerimenti che arrivano, dubbi e perplessità che vanno ma senza dubbio molto interesse e tutti concordi che la sola strada è quella dell’online, quella che passa da internet!

Poi arrivo a casa, decido di andare al mare in vacanza (ovviamente in Toscana), cerco su internet, trovo qualche sistemazione che mi convince e provo ad approfondire in quello che non è più il mio mondo digitale ma il mondo reale:

  • non sono riuscito a prenotare: al massimo ho potuto inviare una email con la speranza che qualcuno rispondesse (3 giorni il tempo medio di risposta)
  • su 7 villaggi contattati 5 avevano sul sito informazioni parziali (che non vuole dire ingannevoli) ma semplicemente incomprensibili
  • su 7 villaggi contattati tramite il modulo online, 4 mi hanno risposto così: “Grazie di aveci contattato, Telefoni a questo numero per avere le informazioni…”
  • in un caso mi sono state addirittura proposte condizioni molto migliorative a quando ho detto che sul sito tutto questo non c’era mi è stato risposto: “Si, ma tanto è su internet!”
  • in un altro caso, identica situazione a quella precedente, mi hanno risposto: “Ha visto che tanto poi alla fine ci ha chiamato!”

Qui c’è qualcuno che in vacanza ci ha mandato il cervello!

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Un alieno alla BIT

Era un po’ che non scrivevo, non perchè non avessi idee ma perchè sommerso dalle cose da fare.
Colgo allora l’occasione delle 2 ore in treno di rientro dalla BIT (Borsa Internazionale del Turismo) per un paio di rifelssioni sulla stessa fiera.

Sono finalmente anche io un terrestre; l’anno passato presentando i progetti ai quali stavo lavorando, tutti
attinenti al mondo della comunicazione digitale, ai social media ed al mondo delle applicazioni per telefonini, riuscivo solo ad ottenere
smorfie e occhi strizzati che esplimevano un solo pensiero: “ma da dove viene questo qui?”; “di cosa sta parlando?”; “social cosi che?”.
Quest’anno invece alla BIT era tutto “super social”, “super iPhone” con addirittura un convegno dedicato a Facebook; magra consolazione
vedere che in media siamo 1 anno indietro rispetto al mondo, ma se non altro quest’anno nessuno mi ha guardato come se fossi un alieno.

L’altra considerazione è più che altro una conferma: la metà delle persone venute al nostro stand volevano venderci qualcosa.
E se l’anno passato andavano per la maggiore la pubblicità, le stampanti ed i siti web, quest’anno le proposte erano tutte orientate al social ed alle App:
il presidio di Facebook, l’Applicazione georeferenziata e l’analisi delle conversazioni.
Ed a tutte sempre una sola monotona risposta:”ce l’ho”, “ce l’ho già”, “è già in linea”, “l’abbiamo già fatto”, “ce l’ho”, “ce l’ho” e ancora “ce l’ho già”.
Una sola cosa forse ci manca… Poter dire “ci manca” :-)
Benvenuti nel nuovo millennio dove chi si ferma è perduto.

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