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Come eravamo

Cazzeggiando per Google mi sono imbattuto per caso su una serie di pagine di Libero che in realtà risalgono a quando ancora si chiamava Italia OnLine (IOL) ed offriva spazio web ai suoi abbonati.
Ce ne sono anche alcune fatte da me, che avevo dimenticato e che ancora funzionano. Che non rinnego ma che vi risparmio.

Alcune delle pagine che possiamo ammirare hanno qualcosa come 10 anni.
Ho  infatti trovato un sito in cui l’ultimo aggiornamento risale al 24 Aprile 1999 e credo che rappresentino un poco la storia del web amatoriale italiano.

Basta con le chiacchiere, fate clic qui e buona visione.

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Il giro del mondo in 80 secondi

mongolfiera_charles

Chissà se quando Phileas Fogg decise per scommessa di fare il giro del mondo in 80 giorni avrebbe mai sospettato che io con un “aggeggio chiamato internet” sarei riuscito a ripercorrere tutto il suo avventuroso viaggio in poco più di 80 secondi.
E chissà come avrei potuto spiegare a lui ed a Jules Verne il web… magari uno di questi giorni mi immagino la scena e ci scrivo un post.

Queste le tappe virtuali del viaggio, iniziato a Londra nell’Ottobre del 1872 e terminato nuovamente a Londra l’anno seguente.

London: informazioni e webcam (Big Ben, Covent garden, Houses of Parliament…)

Suez: informazionivideo, mappa satellitare

Bombay: informazioni, mappa satellitare

Calcutta: informazioni, mappa satellitare

Hong Kong: informazioni e webcam (3 webcam)

Yokohama: informazioni e webcam (6 webcam orientabili)

San Francisco: informazioni e webcam (in diretta, con archivio delle immagini più belle giorno per giorno)

New York: informazioni e webcam (una quantità infinita di webcam sparse per tutta la città)

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Quando il web irrompe nella carta stampata (e pure nella TV)

newspaper_girl.gifLa convergenza dei media è un argomento di cui si parla molto, a volte anche a sproposito, ma quando poi ci caliamo nella vita reale viene da pensare che tutti questi discorsi siano più una tendenza che una realtà . Niente di più errato.
Il fatto è che il processo di convergenza è talmente graduale e per certi versi naturale che nemmeno ci accorgiamo del fatto che sta avvenendo.
Prendiamo ad esempio giornali, web e tv e, sullo stimolo di un “qualcosa” che aveva attirato la mia attenzione, prendiamo sempre ad esempio una “paccata enorme” di giornali e riviste che nei giorni passati ho acquistato proprio per analizzare in maniera scientifica il tema.

“A”, “Vanity fair”, “Panorama”, “Focus”, “Repubblica”, “Cose di Casa”, “Internet news”, “La Nazione”, “Nuova elettronica”, “”Mondo cavallo”, “Psicologies” ed altri ancora; un poco di tutto insomma, un cospiquo investimento di ben 100 euro proprio per avere un campione quantomeno verosimile.

Prendo Panorama, lo sfoglio, inizio a leggere… et voilà : le “Tag Clouds” che troneggiano in spalla all’articolo e che almeno fino a poco tempo fa erano un oggetto tipico del web.
Un sistema di proposizione dei contenuti è fortemente intuitivo che anche noi utilizziamo anche su questo blog (in spalla ai post) e che ormai è diventato una delle modalità di navigazione di siti e portali .

Poi vado su “Focus” ed alla fine di ogni articolo ci trovo un bel “Vai sul nostro sito e commenta questo articolo” che rappresenta senza dubbio un primo elemento di interazione sul web.
Giro pagina e trovo “La versione di Focus fatta dai lettori” in cui anche qui si invitano i lettori ad andare sul sito per inviare i propri contributi. Ed ogni mese la versione dei lettori viene stampata su carta.
Ecco quindi la “partecipazione”.

Tocca poi a “Vanity Fair” e vicino ad ogni titolo spunta un “Dicci la tua su questa storia” con il rimando al rispettivo blog.

Apro “Panorama” e nella pagina centrale troneggia un “La mappa del web” dove viene presentato tutto l’universo web del gruppo editoriale.

Direi che a questo punto la cosa è piuttosto chiara: siamo arrivati ad un nuova fase del rapporto tra il web e la carta stampata la cui evoluzione può essere così rappresentata:
1) inizialmente il web vive di contenuti che sono solo per gli addetti ai lavori, i giornali snobbano la comunicazione online
2) poi il web cresce e scopiazza dai giornali
3) altra fase e il web si evolve e trova una sua dimensione autonoma che negli ultimi tempi si caratterizza per il fattore “partecipazione”
4) infine i giornali assimilano e fanno propri gli strumenti e le convenzioni che erano invece tipiche del web

Il perché di questa imponente evoluzione credo che vada ricercata da un lato nelle possibilità tecniche che il media internet offre, dall’altro dal fatto che la Rete non è fatta da 1 o 10 editori ma da centinaia di migliaia, ormai milioni di persone che mettono a comnune le proprie esperienze e la propria inventiva creando collegialmente l’ambiente che più le soddisfa.

Se poi andiamo a vedere cosa accade sulla TV ed in particolare sulla TV digitale notiamo che anche qui gli strumenti del web hanno fatto la loro comparsa. E non tanto per le segnalazioni di siti, quanto piuttosto per la modalità di gestione della pubblicità .
Eh sì, stiamo proprio parlando dei Banner che sulla scia di quello che avviene sul web, sono ormai presenti nelle varie TV commerciali e che ci accompagnano nella visione di ogni film o trasmissione.

Se non è convergenza questa!!!

PS: vi chiederete il perché della “signorina” in apertura.
Semplice, perché sicuramente “tira” più dell’immagine di un giornale :-)

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