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Hardcore, immaturità ed incoscenza

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Qualche anno fa, nei primi anni 90, quanto iniziavo a sentir parlare e poi a frequentare internet con i compagni di università , dopo tanto navigare per studio o per diletto, il massimo del proibito a cui ci spingevamo era di collegarci al sito di Playboy per vedere la coniglietta del mese.

Facciamo poi un salto di 10 anni, dopo il 2000.
Il web inizia ad essere conosciuto, gli utenti crescono e tra questi anche persone adulte e consenzienti che pubblicano su siti per adulti fotografie delle loro performance sessuali; in gruppo, da soli, in varie forma e maniera.
Questo può essere apprezzato, tollerato o detestato, condiviso o condannato ma si tratta comunque di una forma di esibizionismo praticata da adulti consenzienti sulla quale non mi sento di dilungarmi.

Altri 5 anni ed arriviamo ad oggi.
Ogni tanto su qualche giornale o in TV scoppia il caso: bullismo ripreso dal telefonino, sesso su YouTube e così via.

Ma siamo sicuri che siano veramente “il caso”? Oppure non potrebbe più semplicemente essere che la conoscenza della Rete da parte della stampa o delle persone “colte” non sia del tutto completa?

L’enorme semplificazione della tecnologia avuta in questi anni ha fatto diventare la Rete un momento di aggregazione e partecipazione dove non solo è possibile fruire contenuti inseriti da “tecnici” ma anzi chiunque e senza nessuna competenza tecnica specifica può condividere filmati, foto, software, musica in maniera quasi anonima.
E purtroppo il grande strumento di partecipazione oltre a tutti i risvolti positivi si è portato dietro qualche mela marcia.

La Rete è piena di filmati girati da ragazzi. E parliamo di migliaia, non di qualche caso isolato.

Pur essendo per me il web un lavoro da quasi 15 anni ho però sempre mantenute vive sia la voglia di “spippolare” che l’entusiasmo che l’interesse per la Rete non ufficiale.
E così dopo aver visto su un giornale dell’ennesimo “caso” di riprese fatte col videofonino ho deciso di approfondire ed iniziato a “girellare” per la Rete.
Sono entrato in qualche chat, ho scritto su qualche blog, ho installato un paio di software di file sharing (programmi che permettono di condividere i propri file con altri utenti internet ed a sua volta di prendere foto e filmati degli altri) ed ho iniziato il mio giro.
Non voglio commentare o trarre conclusioni su questo test ma solo descrivere in una serie di situazioni che mi hanno lasciato perplesso, forse anche un poco preoccupato.

Innanzitutto l’incoscienza, l’immaturità e la prepotenza la fanno da padroni.
Che si tratti di bullismo, violenza o sesso, è un vanto raccontare cosa si fa, come lo si fa ed in quanti fornendo anche video e foto delle proprie esperienze. Indistintamente ragazzi e ragazze.

In alcune chat in cui sono entrato come spettatore, ovvero solamente guardando i dialoghi scorrere davanti ai miei occhi, ho trovato un linguaggio talmente esplicito da poter far invidia a Rocco Siffredi o Eva Henger e modi di fare degni di Al Capone.

– Ho trovato una totale alterazione dei valori dei ragazzi ed una voglia di essere grandi che è completamente sballata rispetto all’età , agli atteggiamenti ed a cosa realmente significhi “essere grandi”.
Ragazzine pronte a vendere i propri video semplicemente per una ricarica telefonica ed abituate ad un linguaggio da caserma e ad a circostanze ambigue che lasciano presupporre che l’offerta vada ben oltre i video a luci rosse.

Per il momento chiudo qua ma vorrei solo far riflettere qualche “attore” o qualche “regista” su un paio di cose:

qualunque materiale inviato in rete non è mai più eliminabile.
Continuerà a girare da una parte all’altra della Rete per sempre e sarà sempre reperibile. Anche il giorno in cui i vostri figli inizieranno ad utilizzare internet magari con qualche sorpresa sul passato dei propri genitori.
tutte le cose di cui ho parlato hanno conseguenze penali. Non so quanto sia intelligente rovinarsi la vita per una bravata.
– E’ purtroppo già successo che, scoppiato lo scandalo, il protagonista di un video si sia tolto la vita per la vergogna. Ed difficile vivere avendo sulla coscienza il peso di aver girato un video che alla fine ha tolto la vita ad un compagno.

E per gli aspiranti protagonisti valga la triste esperienza di “Forza Chiara”, il filmato che qualche anno fa venne alla ribalta su internet. Ve lo ricordo;
lui e lei (minorenne) si filmano mentre fanno sesso. I due si lasciano e lui manda in giro tra gli amici e su internet il filmato.

Risultato: dopo poche settimane si stimano centinaia di migliaia di copie in giro per la rete, un tentativo di suicidio da parte di lei ed una condanna per diffusione di materiale pedopornografico per lui.

Mi chiedo: tutto questo per cosa?

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